La diretta “flash” dal Senato. Ore 17,43, “fucilazione” riuscita: Berlusconi (de)caduto

Ora 17,43, il Senato vota e sentenzia la decadenza di Silvio Berlusconi. Si conclude così la giornata parlamentare più tesa che la storia degli ultimi anni ricordi, tra polemiche, manifestazioni di solidarietà al leader del centrodestra e la “fucilata” dei suoi avversari nell’aula di Palazzo Madama. Ecco cosa è accaduto in aula.

17.25  – Conto alla rovescia per il voto finale, ultime schermaglie tra i banchi, gli alfaniani non si uniscono alle proteste e agli applausi degli azzurri. Scilipoti show in aula, urla contro Grasso: “Rispetti l’aula!”

17.20 – Buuu dai banchi forzisti quando prende la parola Linda Lanzillotta, il cui voto in giunta era risultato determinante sulla decadenza di Berlusconi.

17.10 –  Fotografi paralizzati con lo zoom tra le mani per immortalare le immagini dell’esito del voto e le reazioni dei senatori in aula. Intanto Nitto Palma prova l’ultima arringa in difesa del Cav

17.07 – L’ultimo duello tra azzurri e presidente Grasso è sul voto segreto sugli odg, ma Grasso dice no a tutto.

16.59 – Albertini (Sc) annuncia il suo voto in dissenso dai montiani e attacca Grasso sul voto segreto. Inizia il voto sugli odg con voto elettronico. Tra poco il voto sulls decadenza.

16.38 – Torna la calma in aula, parla l’azzurra Bernini, che attacca la magistratura. “Per la sinistra oggi è il 25 aprile ma in realtà per il paese vive il suo 8 settembre delle istituzioni, la resa ai giudici, contro Berlusconi sono state stracciate pagine della Costituzione. Chi oggi voterà la decadenza si assume una grande responsabilità,  consegnando Berlusconi si  consegna la libertá di tutti, la nostra e la vostra”. Stanfing ovation per la Bernini dai suoi, che si alzano e gridano “Silvio, Silvio!”

16.28 – Tensione in aula durante l’intervento della grillina Taverna, che definisce Berlusconi “criminale”. Dai banchi di Fi il duo Bondi-Repetto scatena la reazione che si indirizza anche contro il presidente Grasso, colpevole di non fermare gli insulti. “Buffone, buffone!”.

16.15 – Schifani, per il Ncd, accusa il Senato di aver rotto un patrimonio di regole delle istituzioni per andare contro una persona. “Siamo uno stato di diritto, questo voto andava sospeso. Oggi è una pagina buia, noi votiamo no alla decadenza, tutti cittadini dono uguali, l. art 3 della Costituzione vale per tutti ma non per Berlusconi…”

16.O8 – Il senatore di Sc Romano annuncia il sì alla decadenza, ma si dichiara sofferente e invoca l’indulgenza. Si rivolge a Bondi o a Papa Bergoglio?

16.03 – L’assistente di Berlusconi, Maria Rosaria Rossi, senatrice, al centro dell’aula fa da ufficiale di collegamento con Palazzo Grazioli con il telefonino. Poi esce misteriosamente dall’aula…

15.53 – Voci incontrollate su un possibile arrivo di Berlusconi. Il suo posto in aula è  libero.

15.45 – Interviene l’autonomista Zeller, che annuncia il voto contrario a Berlusconi. I senatori cinquestelle non se ne accorgono, sono impegnati al telefono, tranne Crimi che legge un libro. Ma non dorme. Se non ci fosse la wuestione della decadenza, questa sarebbe la notizia del giorno.

15.40 – Parla Ferrara (Gal) e cita i regimi della Romania come esempio di persecuzione comunista. Ai danni del Cavaliere…

15.30 – Seduta sospesa per qualche minuto, c’è la diretta Rai, vogliono rientrare tutti…

15.26 – Stanno per iniziare le dichiarazioni di voto. Per il Ncd parlerá Schifani, pper Fi la Bernini, per il Pd Zanda, per i M5s la Taverna, quella famosa perchě non ricordava l’art. 21 della Costituzione…

15.15 –  La Lega sfotte Bondi che se la prende con la sinistra: “Ma come, non eravate alleeati fino a ieri?”.

15.03 –  Gasparri attacca il senatore a vita Renzo Piano “che è venuto a godersi lo spettacolo come se fosse quello della ghigliottina durante la Rivoluzione francese”.

14.55 – Altero Matteoli lancia un appello a Berlusconi: qualunque cosa accada resta il nostro leader, la Bernini invita a votare un odg in cui si chiede di attendere il parere della Consulta.

14.45 – Un Senato blindato attende l’epilogo del D-day berlusconiano. Ai due ingressi laterali di Palazzo Madama stazionano i tank della polizia. In Aula senatori di FI parlano in successione, quasi tutti gli altri sono ancora barricati nei ristoranti della zona per la pausa pranzo.