Decadenza, Berlusconi si rivolge a Pd e grillini: «Sette nuovi testimoni mi scagionano, il voto va rinviato»

Arrivano le prove nero su bianco. Arrivano poco dopo le 16 sul tavolo di Berlusconi i documenti attesi da tempo provenienti dagli Usa  e che potrebbero essere la soluzione decisiva per l’ex premier dopo che Presidente della Repubblica ha eliminato ogni possibilità diconcessione di grazie. Altro che “socio occulto” di Frank Agrama. Il fisco americano sta indagando proprio su di lui. Per i giudici statunitensi Agrama ha frodato Mediaset e l’Amministrazione Usa. Un Berlusconi tirato ma deciso illustra i contenuti di queste nuove carte che, a suo dire, sono di una tale “gravità” da indurre a chiedere alla corte d’appello di Bresca la revisione del processo. L’ex premier smonta il castello accusatorio. «È una vicenda che ha altri protagonisti che sono indicati in modo chiaro», dice tra l’altro aggiungendo che ci sono testimoni che non sono stati ascoltati dai giudici. Anzi, «ci sono 12 testimonianze di cui 7 nuove di zecca e altre già proposte in primo e secondo grado, ma che sono state respinte, 171 in tutto. Attendiamo in queste ore – aggiunge- anche documenti da Hong Kong e dall’Irlanda che ribaltano completamente la tesi accusatoria, e che condurranno necessariamente a una revisione del processo, e dal punto di vista politico necessitano di rimandare la votazione al Senato sulla mia decadenza», dice deciso il Cav.

Prova numero uno: «Silvio Berlusconi non ha mai ricevuto nessun pagamento da Agrama, Gordon o Lorenzano né da qualsiasi altra persona loro connessa. Berlusconi non ha mai partecipato allo schema da loro ideato per spartirsi i profitti»: è il contenuto dell’affidavit dell’ex Ad del gruppo Agrama – sentito tre volte dal fisco Usa – che il Cavaliere legge ai presenti e che «è stato già consegnato alla procura di Milano». Le novità importanti  riguardano il fatto che in Usa il fisco americano sta per procedere con una causa verso Frank Agrama e altre persone ritenute responsabili di evasione fiscale. Il gruppo Agrama, insomma, è protagonista di una vicenda da cui Silvio Berlusconi è assolutamente estraneo. «I fondi creati da mister Agrama – ha spiegato il testimone nel testo letto da Berlusconi – non sono mai stati nelle disponibilità di Berlusconi». Anzi, Agrama avrebbe utilizzato i contatti con la Mediaset per ingannare i fornitori, in particolare la Paramount, e il fisco americano. Elementi, pesanti e di grande rilievo che riguardano la partita giudiziaria, ma è la partita politica che sta a cuore Berlusconi, che dà lettura di una lettera-appello  inviata ai senatori del Pd e del M5S. «Siamo avversari, ma questo non pregiudica il rispetto reciproco e la tutela dei diritti. Vi chiedo – prosegue – di riflettere nell’intimo della vostra coscienza a maggior ragione visto che il voto è palese. Non tanto per la mia persona, ma per la nostra democrazia. Valutate le nuove prove e i documenti che stanno arrivando». Ai grillini dice: «La vostra opposizione è chiara,  e trasparente e la vostra indignazione è fondata. Non sacrificate mai le vostre ragioni politiche e riflettete prima di prendere una decisione». Lasciate che si esprima la magistratura in Italia e in Europa, chiede il Cav, «prima di assumere una decisione, in caso contrario vi assumerete una grave responsabilità » e sul parlamento «ricadrebbe una macchia incancellabile». Inizia la conferenza stampa, arrivano le domande e le riposte. «Mai un passo indietro», risponde al cronista di Servizio Pubblico. Mai parlato, mai chiesto vie di fuga: «Non solo non c’è stato nessun patto rispetto ad un salvacondotto ma non c’è stata alcuna contraffazione», risponde alla domanda se, quando è nato l’attuale governo sia stato siglato un patto con Napolitano per garantire la sua agibilità politica. «Desidero che la verità giudiziaria emerga a tutto tondo»