Dal video del killer dei ragazzi di Alba Dorata utili indizi per la polizia

La polizia greca ha diffuso un video sull’assassinio dei due militanti di Alba Dorata. Adesso il video, molto breve, sta facendo il giro della rete. È stato immediatamente rilanciato da moltissimi siti. Si tratta di una visione agghiacciante di un’esecuzione tecnicamente perfetta, preparata ed eseguita certamente da professionisti, come del resto disse subito la polizia e come in seguito confermò la stessa Alba Dorata. Pochi credono alla tesi dei centri sociali, degli estremisti comunisti, anche se dopo il duplice omicidio qualcuno avrebbe gridato “fascisti, morirete tutti”, e cose del genere. Altro che storie, sembra un’azione militare come quelle che si vedono nei film. È durato appena sette secondi l’attacco messo a segno venerdì sera ad Atene davanti alla sezione di Alba Dorata in cui due giovani militanti sono rimasti uccisi e un terzo gravemente ferito. Proseguono le indagini della polizia nel tentativo di individuare e catturare gli autori dell’azione terroristica. La moto con la quale gli assassini dei giovani sono fuggiti e decine di video ripresi da altre telecamere nei pressi del luogo del delitto sono tuttora all’esame della polizia scientifica. Tre delle testimonianze raccolte dalla polizia vengono considerate molto interessanti, mentre un quarto giovane salvatosi per miracolo dal killer, che gli ha sparato contro almeno tre volte, non ha testimoniato perche è ancora sotto shock. La sua testimonianza è ritenuta la più importante di tutte in quanto ha visto in faccia l’assassino. Gli uomini dell’antiterrorismo hanno trovato a terra un altro bossolo, il tredicesimo: sembra che il killer, mentre fuggiva a bordo della moto guidata da un complice, abbia sparato contro un altro motociclista che stava cercando di inseguirlo. L’assassinio dei due giovani militanti del partito Chrysi Avgì è arrivato in un momento estremamente critico per la Grecia e, secondo molti analisti, era mirato a colpire al cuore la democrazia e la stabilità politica di un Paese allo stremo delle forze. Lo shock per la società greca è stato forte. La condanna unanime, a differenza di quanto accadeva in Italia negli anni di piombo, quando dopo l’omicidio di un missino, i grandi giornali si affannavano alla ricerca di una fantomatica “faida interna” o di non meglio specificati “regolamenti di conti”: Tra l’altro, sbagliando ogni volta. Alba Dorata ha sostenuto la versione di «un’azione criminale con una matrice di sinistra» per spiegare l’agguato in cui sono morti Manolis Kapelonis, 22 anni, e Yorgos Fountoulis, 27, ed è rimasto ferito Alexandros Gerontas, 29. Un deputato del partito, Ilias Panayotaros, ha accusato il ministro dell’Ordine pubblico, Nikos Dendias, di non aver fatto nulla per proteggere le sedi e le manifestazioni del movimento. Il timore che l’assassinio politico di venerdì possa segnare l’inizio di nuovi “anni di piombo” in Grecia, come avvenne negli anni ’80 e ’90 con l’organizzazione terrorista comunista “17 Novembre”, è forte. Si teme che elementi di estrema destra, non affiliati ad Alba Dorata, possano cercare di vendicare l’uccisione dei due giovani. Trovare le armi non sarebbe un problema perché, dai vicini Kosovo, Albania, Macedonia e Montenegro si trovano interi depositi di ogni tipo di arma in vendita in grande quantità. In base a quanto gli inquirenti hanno adesso fra le mani, tra cui i bossoli calibro 9 esplosi tutti da una sola pistola semi-automatica modello Zastava di fabbricazione serba, ci sarebbero elementi in comune con gli attacchi condotti dall’organizzazione terrorista “Setta dei Rivoluzionari”, inattiva dal luglio del 2010, quando uccise il giornalista Sokratis Giolias crivellandolo con 16 proiettili. Si ipotizzano naturalmente anche eventuali collegamenti fra i sicari di Neo Iraklio con il terrorismo internazionale. Ioannis Michaletos, analista di questioni di sicurezza, parlando alla stazione Tv Mega non ha escluso che all’assassinio dei due giovani abbia preso parte “un esecutore di importazione”, il quale ha agito, secondo l’esperto, con una freddezza professionale inconsueta per la realtà greca. Le modalità messe in atto dai due killer, ha spiegato Michaletos, non hanno niente a che vedere con quanto si conosceva sino ad oggi in Grecia. Tutta l’operazione presenta caratteristiche simili ad attacchi messi a segno in Europa da gruppi provenienti da Paesi dell’ex Unione Sovietica che agiscono in base a un ben preciso piano. Tornando alle indagini, a tre isolati di distanza dalla scena del delitto era stata trovata anche una moto abbandonata – una Honda Varadero – che gli investigatori ritengono sia quella utilizzata per arrivare sul posto dal sicario insieme con un complice alla guida. Intanto sono state celebrate nei giorni scorsi le esequie di Giorgos Fountoulis, 27 anni, nel cimitero di Palaio Faliro, vicino al Pireo, e quelle di Manolis Kapelonis, 22, ad Artemida, nell’Attica orientale. I genitori di Fountoulis, in un messaggio su Facebook, avevano espresso il desiderio che nessun  uomo politico di alcun partito fosse presente ai funerali del figlio e sono stati esauditi. Comunque sembra tramontata l’ipotesi, che pure era stata avanzata da più parti,  secondo la quale l’agguato sia stato una vendetta per l’omicidio, avvenuto il 17 settembre scorso sempre ad Atene, del rapper antifascista Pavlos Fyssas, 34 anni, pugnalato a morte da un militante di Alba Dorata reo confesso; gli inquirenti sembrano più prosensi a seguire la pista del terrorismo politico. In seguito a questo omicidio Alba Dorata ha avuto una serie di guai: in carcere il fondatore e leader del partito, Nikos Michaloliakos, insieme con altri deputati del gruppo attualmente in attesa di processo per rispondere dell’accusa di costituzione di banda criminale.