Con Marino è tutto un cabaret: dopo “Striscia” è caduto nelle grinfie di “Lucignolo”

Prima o poi qualcuno scriverà una sceneggiatura su Ignazio Marino o una sit-com, c’è da giurarsi. Ormai il sindaco di Roma è un personaggio che è andato “oltre” se stesso, “oltre” i suoi limiti e i danni procurati a una città complessa come Roma che proprio non fa per lui. Le sue brutte figure, il suo rimediare goffo alle brutte figure, la sua simulazione di una finta gomitata, poi smascherata dalla prova tv, ne farebbero una manna per i maestri cabarettisti. Un personaggio surreale, fonte inesauribile di prese in giro solenni non poteva  non cadere nelle grinfie di una trasmissione d’inchiesta ma dal taglio satirico come Lucignolo, che gli ha sguinzagliato una troupe dietroUn inseguimento a perdifiato nei corridoi dei Musei Capitolini per consegnargli un caschetto di protezione da boxeur. Marino è stato infatti intercettato a margine della cerimonia di consegna dei Premi Vittorio De Sica dalla troupe del programma che ha tentato di regalare al primo cittadino il paratesta per «difendersi da eventuali future gomitate». Dite se non è una commedia buffa. Anche Lucignolo fa sarcasmo sulla sceneggiata recitata dal sindaco in Consiglio comunale. Ci hanno provato tre volte i reporter della trasmissione, marcandolo a uomo. Volevano consegnargli i guantoni da boxeur e il parastinchi. I due inviati si erano appostati, in mattinata sotto l’abitazione del primo cittadino, il quale accortosi della loro presenza, si era allontanato in gran fretta. Fallito il primo tentativo, i due inviati ci hanno riprovato braccando Marino nei due appuntamenti istituzionali previsti in mattinata, in Campidoglio. Il sindaco ha provato a dileguarsi, entrambe le volte, respingendo innervosito ogni domanda dei due inviati. In video è finita, invece, una delle addette stampa del primo cittadino, che ha dovuto accettare l’ironico regalo.

Ma non finisce qui la sua giornata, perché nel pomeriggio ha fatto gli onori di casa ricevendo il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe. «È un immenso piacere trascorrere un po’ di tempo a Roma, che è una città che amo – ha detto il francese –  ora abbiamo deciso di dare un rilancio alle nostre relazioni. Il 2014 sarà l’anno del tandem culturale tra le nostre due città». Ma stranamente, Marino deve avere scambiato il termine cultura con qualcos’altro perché congedando l’illustre ospite ha dichiarato: «A gennaio o febbraio ricambierò la visita di Delanoe ed andrò a Parigi». Ma poi ha aggiunto qualcosa di sfasato: «Sarà anche l’occasione – ha detto- per studiare l’utilizzo di catrami diversi per asfaltare le strade e dare maggiore aderenza diminuendo l’inquinamento acustico». Sarà stata una battuta studiata dai suoi autori? Dubitiamo, è tutta farina di Marino. L’orgoglio parigino ne uscirà un po’ ammaccato: dalla grandeur al catrame il salto non è male. Ma soprattutto, Marino, devi andare a Parigi per scoprire le magnifiche proprietà anti-acustiche del catrame? Vuoi dire che nessuna relazione tecnica in questi dei mesi è stata chiesta e stilata per asfaltare le strade bucate della Città Eterna? Che hai fatto fino ad ora? Se non è una commedia questa…