Caso Ilva, così il «comunista di mondo» Nichi Vendola è finito nei guai

Conia la definizione di “comunista di mondo” ed è l’unica voce della sinistra a porre un problema sull’iscrizione di Nichi Vendola nel registro degli indagati per la vicenda dell’Ilva di Taranto. Ma il problema che Gad Lerner pone nel suo commento su Repubblica di oggi, intitolato proprio «Il comunista di mondo», non ha nulla a che fare con una rozza retorica giustizialista. Il governatore della Puglia è accusato di concussione perché, secondo gli inquirenti, avrebbe esercitato pressioni indebite sui vertici dell’Arpa, l’Agenzia regionale per l’ambiente, che si era espressa in maniera sfavorevole all’azienda. Vendola ha sostenuto con forza di non essere «mai stato a libro paga dei Riva» e Lerner gli crede. Non è sull’aspetto criminale che si concentra il giornalista, che anzi, a più riprese, si dice certo dell’assoluta buona fede del leader di Sel. Ne fa, invece, una questione di sostanza politica, di incapacità di rimanere ancorati alla realtà, di discernere e di capire che «i Riva non erano capitalismo illuminato, bensì imprenditori rapaci e spregiudicati».

E l’accusa politica a ben vedere non è meno grave di quella penale. Lerner, infatti, non considera il caso Riva come un incidente, ma come una “seconda prova”, dopo l’«errore simile» che Vendola «aveva già compiuto assegnando a don Luigi Verzè, senza gara pubblica d’appalto, l’incarico di costruire un nuovo ospedale a Taranto». Da questa «reiterazione» scaturisce la sua domanda: «Non avrà pesato nelle sue scelte il bisogno di presentarsi come “comunista di mondo”, capace di intrattenere buoni rapporti con la controparte?». «Temo – prosegue Lerner, dopo aver ribadito di non avere alcun dubbio sull’onestà del governatore – che la reciproca incomprensione fra Vendola e la protesta di Taranto scaturisca proprio da questa esibizione velleitaria di impotenza della sinistra di governo». «Non a caso – ha aggiunto – alle elezioni di febbraio scorso nella città dell’Ilva sia la destra che i grillini hanno sorpassato il centrosinistra».