Salvarla o sfiduciarla? La Cancellieri scatena il primo duello tra Letta e Renzi. E non sarà l’ultimo

Deve fare le valigie, subito! No, le amicizie non si processano. Il caso Cancellieri, alla vigilia del voto sulla mozione di sfiducia  al ministro presentata dai grillini, spacca a metà come un mela il Pd, tanto che Enrico Letta  sta facendo un pensierino sulla partecipazione alla riunione di questa sera dei gruppi parlamentari per condurre a miti consigli le pecorelle smarrite. A chiedere la presenza del premier e del segretario Epifani è stato un preoccupato Cuperlo, lo sfidante numero uno di Renzi. Il caso Ligresti e l’aiutino telefonico dato dalla Cancellieri a Giulia è la nuova frontiera della guerra strisciante di largo del Nazareno. «Io sono per le dimissioni indipendentemente dall’avviso di garanzia o meno», avverte il sindaco di Firenze, «non è un problema giudiziario ma politico, perché il caso Ligresti ha minato l’autorevolezza istituzionale e l’idea di imparzialità» Se la Cancellieri non si dimette, il gruppo del Pd si riunirà – dice – e spero che si voti in modo palese, «con ciascun parlamentare che esprime la sua opinione spiegandola ai colleghi e agli elettori. Abbiamo molti parlamentari capaci: sono certo che non avranno paura delle loro idee». Non ha titolo per esserci ma può stuzzicare a dovere scoprendo i nervi caldi del partito. «Siccome siamo un partito e non un’accozzaglia di gente, tutto il gruppo voterà secondo le indicazioni della maggioranza». Il sindaco fiorentino dice di sapere bene cosa rischia il Pd in termini di distacco dal Paese e dall’opinione pubblica, «dobbiamo recuperare la fiducia delle persone nel fatto che in Italia le regole valgono per tutti e non solo per gli amici degli amici».

«Un manuale del perfetto idiota», così definisce Beppe Grillo sul suo blog la strategia dei democratici,dopo che Franceschini ha detto che potrebbe accettare la sfiducia della Cancellieri, ma non quella proposta dal Movimento 5 Stelle. «Quindi – scrive l’ex comico – se la proposta è giusta, ma viene dal M5S, come per la Cancellieri, non si può votare. Questi sono da ricoverare. Si credono Machiavelli  e sono solo dei politicanti». Intanto oggi è stato trasmesso da Torino a Roma il fascicolo di atti sul caso Ligresti, nel quale non si ravvisano reati e non è stato iscritto nessun indagato, ora è sul tavolo dei magistrati di Roma perché vengano effettuati eventuali ulteriori approfondimenti sulle telefonate tra il ministro Cancellieri e la famiglia Ligresti. La Lega ha annunciato il sì alla sfiducia. «Mi auguravo – ha detto Bobo Maroni – che il suo senso delle istituzioni le consigliasse di dimettersi».