Caro Vendola, ora capisci cosa vuol dire essere travolti dal tritacarne delle intercettazioni…

Caro governatore Vendola, che oggi finisci nel tritacarne mediatico, massacrato dal meccanismo perverso delle intercettazioni sull’Ilva, ora comprenderai bene, sulla tua pelle, che cosa significa diventare vittima delle intercettazioni, delle interpretazioni faziose di ogni frase, di ogni risata, di ogni ammiccamento decontestualizzato dal senso generale della telefonata rubata. A sentire quel dialogo con Girolamo Archinà, ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva (oggi agli arresti domiciliari) pubblicato sul sito del Fatto Quotidiano, si possono pensare e dedurre tante cose, tranne una, che guarda caso è la questione per la quale ti stanno crocifiggendo: non ci sembra affatto che tu abbia riso e deriso i malati di cancro e i morti a seguito del disastro ambientale procurato dall’azienda. Ora ti difendi, ti infuri, parli di «sciacallaggio», ti senti offeso nella tua «dimensione umana» a vederti dipinto come un mostro insensibile, ti senti trasfigurato dai media con una “narrazione” (parola che ti piace tanto) che non ti appartiene. Non ti curavi, però, della «dimensione umana» degli altri, quando ad essere dipinto come un mostro, come il male assoluto erano altri, o meglio l’altro, il nemico ventennale. Forse, ora, comprenderai che c’è qualcosa di esagerato e di malato nell’uso delle intercettazioni e, si spera, non considererai più una “legge bavaglio” o un “attentato alla democrazia» quel ddl che presentò il Pdl sulla loro regolamentazione. Su quel testo il centrodestra fu invece spellato vivo, te lo ricorderai bene, perché c’eri anche tu e il tuo partito tra i paladini della democrazia in pericolo, quando nel fango finivano gli avversari. Pensa, se quel testo fosse stato approvato e avesse prevalso il buonsenso e non l’ossessione antiberlusconiana, ora non ti troveresti, probabilmente, in questa bufera e saremmo un Paese più civile, non trovi?

Quel video che sta spopolando su Youtube e che i tuoi collaboratori ti fecero vedere nel novembre 2009, riguarda la presentazione del rapporto ambiente e sicurezza dell’Ilva. Un giornalista di Taranto, Luigi Abbate, si avvicina all’industriale Emilio Riva per contestare i dati: “La realtà non è così rosea visti i tanti morti per tumore”. Riva imbarazzato replica: “ve li siete inventati”. La situazione rischia di degenerare. A quel punto interviene Archinà, che strappa di mano il microfono al giornalista. Il video della conferenza stampa – e dello “scippo” del microfono – finisce al centro di una telefonata tra il governatore della Puglia e Archinà. Nell’intercettazione telefonica (Vendola è tra i 53 indagati dell’inchiesta “Ambiente svenduto” della Procura di Taranto) il governatore ride dicendo ad Archinà di avere molto apprezzato «lo scatto felino» con cui il suo interlocutore  toglie il microfono al giornalista. «Una scena fantastica», che lo ha fatto molto ridere, prosegue Vendola, facendo addirittura i complimenti ad Archinà. La risata è indirizzata al gesto goffo e repentino dell’interlocutore. Poi Vendola definisce «faccia di provocatore» il giornalista. E suggerisce al suo interclocutore di «stringere i denti di fronte a questi improvvisatori senza arte né parte». E si congeda da lui – oggi considerato l’eminenza grigia della fabbrica, – con una raccomandazione: «Dite a Riva che il presidente non si è defilato».