“Bevi Napoli e poi muori”: De Magistris querela “L’Espresso”. Anche stavolta ce l’ha con i poteri forti…

«Io non prendo consigli da nessuno», dice De Magistrs. E i risultati della sua fallimentare gestione personalistica si vedono tutti, aggiungiamo noi. Ma quando c’è da cavalcare la protesta di piazza, al sindaco non piace stare da solo. Ecco perché domani de Magistris sarà alla manifestazione a favore della bonifica della Terra dei fuochi, che vedrà sfilare per le strade di Napoli migliaia di cittadini provenienti dalle province di Napoli e di Caserta.  Una partecipazione che ha già innescato molte polemiche, visto che da più parti si è sottolineata l’esigenza di non dare all’evento un connotato partitito e fazioso. Intanto de Magistris ha preso un’altra iniziativa molto demagogica: querelare un giornale. «Una copertina vergognosa che merita una risposta immediata», è stato il commento del primo cittadino a quel titolo dell’Espresso che oggi sparava in prima un «Bevi Napoli e poi muori”, in relazione a un’inchiesta sull’avvelenamento delle falde acquifere nella zona della provincia, sulla base di uno studio americano. «È un attacco premeditato contro Napoli, il titolo è diffamatorio. Quella copertina – ha aggiunto – è peggio di un proiettile». Nella delibera che sarà firmata nelle prossime ore con cui si da mandato all’Avvocatura comunale di agire per vie legali, l’amministrazione chiederà un miliardo di euro di risarcimento. Secondo il sindaco di Napoli, quella realizzata dall’Espresso è un attacco alla città portato “da quei poteri forti che vogliono mettere le mani sulla città in un momento decisivo”. «Napoli – ha concluso de Magistris – ha i suoi problemi che non sono peggio di quelli del luogo in cui il direttore di questo settimanale vive, lavora e guadagna un sacco di soldi».