Berlusconi rettifica sui figli “perseguitati”: «Polemica strumentale, sono amico del popolo ebraico»

«Una polemica smaccatamente strumentale su una frase estrapolata da un ampio contesto. La mia storia, la mia amicizia verso Israele, la mia coerente azione di governo in favore dello Stato di Israele, non consentono alcun dubbio sulla mia consapevolezza della tragedia dell’Olocausto e sul mio rispetto del popolo ebraico». Silvio Berlusconi ricorre a una nota ufficiale per placare il vespaio di polemiche sollevato dopo l’anticipazione di una sua frase contenuta nel nuovo libro di Bruno Vespa: «I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso».  Una frase che Renato Brunetta ha inquadrato nel contesto più ampio del discorso: «Stabilire un paragone tra il dolore dei propri figli, quanto di più caro abbia un uomo e un padre, e la persecuzione degli ebrei – nota il presidente dei deputati Pdl – non è affatto la banalizzazione di una tragedia immane, semmai dimostra il sentimento di condivisione che anima il presidente Berlusconi nei confronti di questo popolo». Frasi che, per Renato Schifani «vanno interpretate “cum grano salis”. È evidente che in esse non vi era alcun intento offensivo verso una tragedia dell’umanità», puntualizza il presidente dei senatori del Pdl. «Lo dimostra la storia di un personaggio politico schierato da sempre contro l’antisemitismo. Dispiace dunque – aggiunge – che siano partite le solite strumentalizzazioni di chi non perde occasione per attaccare il leader del centrodestra, anche quando appaiono chiari il tono e lo spirito certamente non oltraggioso delle dichiarazioni».