Berlusconi anticipa il consiglio nazionale a metà novembre e pretende modifiche alla legge di stabilità

Né scherzetto né dolcetto: la notte di Halloween di Sllvio Berlusconi si è conclusa con un colloquio di quasi due ore con Angelino Alfano. Al vicepremier Berlusconi ha chiesto la più ampia condivisione del documento dell’Ufficio di presidenza per il passaggio a Forza Italia, occorre la «più ampia condivisione» con la firma del documento sugli otto punti uscito dall’ufficio di presidenza. L’unica soluzione per restituire unità e serenità al partito.  Nel faccia a faccia con Alfano, che proprio ieri ha festeggiato i suoi 43 anni, Berlusconi ha ricordato la promessa all’elettorato del Pdl (su Ici e tasse) e il pericolo di una spaccatura all’interno del partito che consegnerebbe l’Italia alle sinistre. Da Alfano non è arrivata una risposta ufficiale, ma tra le uniche certezze, c’è l’intenzione di Berlusconi di anticipare il Consiglio nazionale, inizialmente posto in calendario l’8 dicembre. La data più probabile a questo punto è il 16 novembre, ma verrà formalizzata solo la prossima settimana. Trai punti di attrito, la questione centrale rimane la legge di stabilità. Il Cavaliere pretende una modifica profonda di alcune parti, soprattutto per quanto riguarda le tasse sulla casa. Un tema dirimente, secondo il Cavaliere, che su questo non intende fare sconti per mantenere la parola data agli italiani. Proprio per trovare la quadra, ieri Alfano ha avuto due lunghe ore di riunione a Palazzo Chigi con il ministro Saccomanni per rimettere mano alla service tax. L’aut aut è chiaro: prima di esprimere un parere definitivo il Cavaliere si è impegnato ad aspettare la prima versione definitiva della legge di stabilità che uscirà dalla commissione. A quel punto, se «verranno confermate le troppe tasse occulte presenti» nessun voto alla legge di stabilità. Il passo successivo sarebbe l’inevitabile no al governo Letta.