Barilla si arrende ai gay senza l’onore delle armi e crea l’albo delle inclusioni

Una nuova sceneggiata con pasticcio finale. Dopo essersi arreso ai gay, Barilla si vede costretto a “obbedire”. Con l’obiettivo di «rafforzare il proprio impegno aziendale verso la diversità», il noto produttore di pasta, biscotti e dolci vari ha infatti annunciato alcune misure “rivoluzionarie”. E l’ha fatto a un mese dalle polemiche per le parole di Guido Barilla sui gay («non farei uno spot con una famiglia omosessuale»), le polemiche e le successive scuse pubbliche con tanto di incontro con le associazioni Lgbt. In quella occasione il gruppo alimentare si era impegnato – come se fosse una penitenza – «a produrre proposte concrete». Che sono puntualmente arrivate. «Diversità, inclusione e uguaglianza sono da tempo parte integrante della cultura, dei valori e del codice etico di Barilla. Questi si riflettono nelle politiche e nei benefit offerti a tutto il personale, indipendentemente da età, disabilità, sesso, razza, religione o orientamento sessuale», ha affermato l’amministratore delegato Claudio Colzani. «Allo stesso tempo il nostro impegno – ha sostenuto – è volto a promuovere la diversità perché crediamo fermamente che sia la cosa giusta da fare». Tra le attività c’è il nuovo Diversity & Inclusion Board, composto da esperti esterni indipendenti che aiuteranno Barilla a stabilire obiettivi e strategie concrete per migliorare lo stato di diversità e uguaglianza tra il personale e nella cultura aziendale in merito a orientamento sessuale, parità tra i sessi, diritti dei disabili e questioni multiculturali e intergenerazionali. Tra le persone che ad oggi hanno accettato di far parte del Board si annoverano David Mixner, importante leader mondiale della comunità Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender), e Alex Zanardi, medaglia d’oro alle Paraolimpiadi. Le ragioni della famiglia tradizionale sono quindi durate lo spazio di un mattino. La semplice minaccia di gay e sinistra di boicottare i prodotti Barilla è stata sufficiente: al portafoglio non si comanda. La famiglia può attendere…