Atene, agguato davanti alla sede di Alba Dorata: due ragazzi morti, un altro gravissimo

Due morti e un ferito è il bilancio di un attentato avvenuto questa sera nel quartiere Neo Eraklio di Atene davanti a una sede del partito di estrema destra Alba Dorata (Chrysi Avgì). Lo ha riferito la Tv privata Skai. Una prima ricostruzione dell’attacco a persone radunate davanti a un sede del partito Alba Dorata ad Atene riferisce che intorno alle 19 locali davanti alla sede del movimento c’era un gruppo di militanti e simpatizzanti. All’improvviso è sopraggiunta una moto di grossa cilindrata con due uomini a bordo. La moto si è fermata e il passeggero, che imbracciava un fucile mitragliatore tipo Kalashnikov, è sceso e ha aperto il fuoco contro il gruppo. Le due vittime (una di 20 e l’altra di 23 anni), secondo un portavoce di Alba Dorata, erano militanti del partito come pure il ferito, le cui condizioni, si è appreso, sarebbero gravissime. Sul luogo è intanto arrivata anche Urania Michaloliakos, la figlia di Nikos Michaloliakos, fondatore e leader del partito, attualmente in carcere con l’accusa di costituzione di associazione criminale. La polizia non esclude per ora alcun movente alla base dell’agguato anche se la pista politica sembra essere quella privilegiata. Sul luogo sono arrivati gli agenti dell’antiterrorismo. Sembra di essere tornati in Italia negli anni Settanta. Il clima di profonda ostilità contro Alba Dorata sta evidentemente producendo questi frutti sanguinosi. Anche perché è probabile che i militanti di Alba Dorata rispondano colpo su colpo. Qualche sito ha collegato la sparatoria di stasera con l’omicidio del giovane rapper antifascista a settembre, commesso da un esponente del patito dell’estrema destra greca.

Nei giorni scorsi il parlamento greco ha votato un testo che sospendeva il finanziamento pubblico ad Alba Dorata nelle cui fila ci sono sei deputati accusati di costituzione di banda criminale. Il testo è stato approvato dalla maggioranza dei deputati (235 su 300). La nuova misura è stata proposta di comune accordo tra i partiti al governo (Nea Dimokratia di centro-destra e il socialista Pasok) e le opposizioni di sinistra e porta la firma del ministro degli Interni Yiannis Michelakis. Inoltre, sempre pochi giorni fa, la Commissione etica del Parlamento ellenico ha dato all’unanimità luce verde per una nuova revoca dell’immunità parlamentare di quattro deputati di Alba Dorata per i quali i magistrati che indagano sulle attività illegali del gruppo hanno fatto richiesta per poterli interrogare su nuovi capi d’accusa. Questa seconda richiesta di revoca riguarda Eleni Zaroulia (moglie del fondatore e leader di Alba Dorata, Nikos Michaloliakos, già in carcere), Ilias Kassidiaris, portavoce del partito, Efstathios Boukouras, ed Ilias Panayotaros. Per gli ultimi tre lo scorso 16 ottobre l’assemblea aveva già votato la revoca dell’immunità. La decisione finale sulla revoca dell’immunità ai quattro deputati spetta ora all’assemblea parlamentare che si riunirà nei prossimi giorni. L’inchiesta della magistratura sulle attività illegali del partito filo-nazista è stata avviata in seguito all’uccisione del rapper antifascista Pavlos Fyssas avvenuta ad Atene il 17 settembre scorso per mano di Georgios Roupakias, un militante di Alba Dorata reo confesso. In questi giorni è anche molto forte la polemica sui rapporti tra Alba Dorata e la polizia ellenica.  All’interno della Polizia ellenica (Elas) non esistono cellule organizzate di estremisti di destra sebbene una decina di poliziotti abbiano «collegamenti diretti o indiretti» con il partito Alba Dorata. È quanto risulta da un’inchiesta condotta dal dipartimento Affari Interni della polizia greca circa asseriti rapporti fra agenti e funzionari del corpo con il partito, diversi parlamentari del quale di recente sono stati arrestati e incriminati per appartenenza a banda criminale. Infatti, secondo il rapporto – reso noto dal responsabile del Dipartimento Affari Interni, Panayiotis Stathis – non esistono nuclei del partito all’interno della polizia greca. In alcuni casi, però, qualche poliziotto non si è limitato a esprimere le proprie simpatie nei confronti di Alba Dorata, ma ha anche partecipato ad azioni illegali insieme con i membri del partito. La questione dei collegamenti fra la polizia e i militanti di Alba Dorata era stata posta all’indomani dell’uccisione di Fyssas con l’arresto della poliziotta Venetia Popori, ritenuta all’inizio solo una fiancheggiatrice e poi risultata anch’ella iscritta al partito. Il ministro degli Interni Nikos Dendias ha definito l’inchiesta «un’operazione di auto-purificazione».