Appello di Bondi agli alfaniani: seguire il “lodo Casini”. Ma per il Pd è “irricevibile”

A poco più di ventiquattr’ore dal voto sulla decadenza, Berlusconi e i suoi giocano le ultime carte. Dopo la lettera appello del Cavaliere ai senatori del Pd e di Grillo, è Sandro Bondi a tornare sulla possibile soluzione contro “il colpo di Stato” ai danni dell’ex premier. L’exit strategy  è quella proposta da Pier Ferdinando Casini di far slittare il voto di Palazzo Madama fino alla decisione della Cassazione. Bondi si rivolge agli alfaniani: «Mi chiedo quale rapporto abbiano i ministri del nuovo centrodestra con il Pd e quali siano i loro reali intenti. Possibile che la loro forza contrattuale si esaurisca in formali quanto sterili dichiarazioni di principio a favore del presidente Berlusconi? Visto che non hanno avuto la forza o la volontà di porre al Consiglio dei ministri la corretta interpretazione della legge Severino sul punto della retroattività, almeno cerchino di convincere il Pd sull’opportunità di soprassedere al voto in attesa della decisione della Cassazione». Ma la richiesta di Casini, contenuta in un ordine del giorno che dovrebbe essere messo ai voti domani, è rispedita al mittente dai democratici. «Non c’è spazio per rinvii: la proposta del presidente Casini di far slittare il voto  è irricevibile», taglia corto Danilo Leva responsabile giustizia del Nazareno. «Si confondono i piani – dice ripetendo le parole della Finocchiaro ieri a Porta a porta –  una cosa è l’interdizione dai pubblici uffici, sanzione accessoria di natura penale, un’altra è la decadenza, ovvero una semplice conseguenza dell’ incandidabilità prevista dalla legge Severino». Ribadisce il no anche Felice Casson chiudendo la porta a qualsiasi dialogo seppure in extremis. «Voterò contro la pregiudiziale presentata da Casini, ‘domani dobbiamo decidere dell’applicazione di una legge che dice che sulla decadenza di un parlamentare bisogna votare immediatamente” e invece sono già passati 4 mesi», speiga repubblica, «la linea del Pd è  chiara, dai leader nazionali al segretario dell’ultimo circolo di montagna». Che l’intenzione di Casini (che tra l’altro ha annunciato che voterebbe per la decadenza) non sia quella «’pura e semplice di salvare Berlusconi l’abbiamo capito tutti», aggiunge malizioso Casson, «il problema è che la vera intenzione è fare decidere i giudici e non la politica». Berlusconi comunque non molla, nessuno passo indietro prima delle 19 di domani.