Ancora braccio di ferro sul simbolo di An: le posizioni restano lontane

Nel giorno della rinascita di Forza Italia continua il  botta e risposta a destra. «L’unità – ha detto Adriana Poli Bortone, portavoce del Movimento per Alleanza nazionale – è la risposta più forte, giusta e credibile alla frantumazione di un sedicente centrodestra litigioso e ormai privo di obiettivi politici chiari, che appare aver trovato un’unità di intenti, di fatto, solo nel mettere ulteriormente in difficoltà il presidente Berlusconi». «Al di là dei sondaggi– ha aggiunto – e dell’entusiasmo diffuso, che ci incoraggiano giorno dopo giorno, sono convinta che la destra unita darebbe agli italiani la speranza di poter avere in Europa come in Italia risposte concrete ai problemi dei giovani, del lavoro, dell’impresa, dell’equità sociale, della sovranità nazionale. Sarebbe irragionevole non ritrovarsi in un grande soggetto politico multigenerazionale che si riconosca nei valori fondanti della destra». La replica è di Ignazio La Russa: «Fratelli d’Italia è in Parlamento l’eredità unica di Alleanza Nazionale, ma non ne vuole riprendere il simbolo perché non ritiene necessario fare un passo indietro bensì pensa ad andare avanti. Ma semmai qualcuno, volesse chiedere alla Fondazione Alleanza Nazionale, l’unica che detiene il simbolo, di poterlo utilizzare, ci penserebbe FdI». La Russa ha precisato che «non potremmo mai immaginare infatti che una parte, tra l’altro quella storicamente meno motivata o legittimata a parlare di An parli di Alleanza Nazionale dicendo di voler unire e finendo invece col dividere». Achille Totaro, deputato di Fdi, dal canto suo, si è chiesto quali siano le intenzioni degli ex An, «perché o si crea un mondo in cui ci si riunisce tutti insieme, altrimenti fare lo spezzatino del 2% non interessa più agli italiani. I cittadini poi si schifano di questa politica che si divide in mille rivoli». Secondo Totaro, «il Pdl era una buona idea dal punto di vista politico, purtroppo alla fine non si è realizzata».