Anche Ligabue volta le spalle al Pd: «Appartengo al club dei delusi e non voterò alle primarie»

Un altro testimonial di successo perso per strada. Anche Ligabue volta le spalle a largo del Nazareno. Deluso dal Pd? «Credo di far parte di un club molto nutrito, il Pd sa quanto ha deluso i suoi elettori», risponde il rocker da Milano dove ha presentato il suo nuovo album Mondovisione. Liga, che non ha mai disdegnato la politica, che è stato per alcuni mesi consigliere comunale del Pds, da sempre artista riservato e engagé, fa outing: «No, non voterò alle primarie».

Indifferente al verbo renziano della rottamazione, ormai una ribollita, e alla serietà persona di Cuperlo, Ligabue non ha nessuna intenzione di mettersi in fila davanti ai gazebo per mettere una crocetta sul futuro, ormai scritto, della sinistra più brutta della storia.  Non è tenero neppure con Grillo, o meglio con la parabola deludente dei pentastellati. Il musicista di Correggio considera il partito dell’ex comico «necessario a ricordare che c’è da cambiare. Una cosa – aggiunge – che era chiara a ogni elettore ma, evidentemente, non alla politica stessa. Questo non vuol dire, però, che il movimento Cinquestelle abbia poi  le risposte che servono al Paese».