Anche Lega e Fratelli d’Italia sposano la proposta di Alfano per le primarie del centrodestra

«Le primarie vanno fatte. Devono essere primarie di coalizione e vi devono partecipare solo quelli che credono nel bipolarismo, e non chi ancora considera possibile allearsi con la sinistra. Noi di Fratelli d’Italia lavoriamo per un nuovo centrodestra nazionale, pronti ad allearci con il partito di Berlusconi». A dirlo Ignazio La Russa, presidente di Fdi, in un’intervista al Messaggero in cui sostiene che «se già un anno fa si fosse tenuta la barra ferma sulle primarie, ora non saremmo a questo punto». Un’eventualità condivisa da Roberto Maroni. «Penso che la Lega alle prossime elezioni potrà ancora allearsi con Forza Italia o il Pdl, quel che sarà, a condizione che ci siano le primarie per tutti». Anche il leader del Carroccio appoggia l’idea di Angelino Alfano di organizzare le primarie del centrodestra e aggiunge: «Mi sembra un’ottima idea e abbiamo già pronto il nostro candidato che è Flavio Tosi». Un’eventualità sulla quale torna la presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «Siamo stati i primi a rivendicare questa necessità perché crediamo che il centrodestra debba avere il coraggio di rimettere le scelte nelle mani degli italiani e far decidere loro il candidato alla presidenza del Consiglio. Per questo accogliamo positivamente le parole di Alfano, con l’auspicio che in questa occasione porti avanti fino in fondo la sua posizione. E siamo lieti che anche la Lega condivida questo percorso». Ma nel Pdl non tutti concordano con Alfano. «La storia insegna che quando c’è Berlusconi il nostro elettorato non vuol sentir parlare di primarie. Un anno fa ne parlavamo e il partito era sceso a una cifra… Se ne parlerà se e quando Berlusconi farà un passo indietro e se non si troverà un accordo nel centrodestra», così l’eurodeputato Licia Ronzulli. Posizione condivisa dal compagno di partito, Raffaele Fitto. «Non ho nulla contro lo strumento delle primarie in sé e per sé. Anzi. Quello che però non convince – premette l’ex governatore della Puglia – è il fatto di chiederle ora, come se qualcuno volesse superare una leadership che c’è, e che è stata ancora una volta ribadita da milioni di elettori. Invece, proporre ora le primarie significa ragionare come se Berlusconi non ci fosse: è questo ciò a cui diciamo chiaramente no».

Alla proposta della Lega, risponde dal centrodestra Gianni Alemanno. «Al di là della candidatura di Flavio Tosi – premette l’ex sindaco di Roma – verso la quale allo stato attuale non ci sono elementi di convergenza, la presa di posizione di Roberto Maroni è giusta. È necessario che il Pdl accetti il principio delle primarie di coalizione per permettere a tutti di prepararsi». Mentre la portavoce del Pd, Mara Carfagna, non ha dubbi: «Fino a quando Silvio Berlusconi sarà in campo ogni discussione è fuori luogo, inutile e destabilizzante, soprattutto per il nostro elettorato. Al momento, fino a prova contraria, non solo è in campo ma ha anche la fascia da capitano. E in una squadra non esistono, né possono convivere, due capitani. Se e quando Silvio Berlusconi deciderà di ‘appendere le scarpette al chiodo’, allora e solo allora sarà possibile discutere di successione».