Anche la villa di De Gasperi era nelle mani dei camorristi: i Casalesi ora fanno le vacanze nella terra dei Papi…

A Castel Gandolfo si prega e ci si danna. Nell’antico borgo antico tra i più belli d’Italia, cresciuto alle porte di Roma, dove i Papi per secoli hanno passato le loro vacanze estive, il sacro e profano vanno a braccetto. Qui, quasi per una beffa del destino, all’ombra di conventi e luoghi di culto, la mafia e il malaffare hanno ramificato le loro radici. Come dimostrano alcuni casi eclatanti passati alla storia. È un luogo così bello che stuzzicò Enrico Nicoletti, il cassiere della Banda della Magliana, ad acquistare negli anni Ottanta una villa proprio alle rive del lago. Poi, quella villa gli fu sequestrata, uno dei pochi casi dell’applicazione della legge La Torre nei confronti degli associati alla Banda della Magliana avvenuto nel ’96. E la storia si ripete anche ai nostri giorni con il sequestro di una supervilla sempre a Castel Gandolfo all’imprenditore Gennaro Boanelli, accusato di reinvestire per i Casalesi e i Moccia. Per lui la storia si è chiusa con un maxisequestro di circa 150 milioni di beni da parte della Dia. Già proprietario e creatore dei magazzini Mas di via dello Statuto, a Roma. Boanelli, 71 anni, imprenditore campano, è stato anche l’ideatore del marchio ”Jenny fur”. La Dia ha appurato che Gennaro Boanelli sarebbe riuscito ad reinserire, nel mercato finanziario e commerciale regolare, risorse accumulate illecitamente. La disponibilità di ingenti capitali finanziari gli ha permesso di acquisire, in modo diretto o indiretto, il controllo e la gestione di attività economiche in vari settori, prediligendo quelli dell’abbigliamento, dell’edilizia e del gioco d’azzardo, attività utilizzate per ripulire il denaro. Tra i beni che gli sono stati sequestrati ci sono il Montecarlo bingo di Casoria (800 posti a sedere, 56 slot machine, 2 sale roulette e ristorante), il patrimonio aziendale di varie società a Casoria ed Empoli operanti nei settori immobiliare, edilizio e del gioco, oltre a beni mobili e immobili di pregio. E tra questi c’è anche una lussuosa villa di mille metri quadrati con vista sul lago di Castel Gandolfo, in via dei Laghi 42, con annesso parco, campo da tennis e piscina esclusiva, già residenza di Alcide De Gasperi al quale fu donata il 3 aprile del 1951 come regalo di compleanno dalla Democrazia Cristiana. Sessantadue anni dopo quella villa finisce in un’inchiesta giudiziaria. Chissà cosa avrebbe pensato il rigoroso, integerrimo e austero esponente della Dc nel vedere che all’interno della sua villa dove si discuteva di affari di Stato e si stabilivano strategie politiche, sono stati decisi affari illeciti nel nome della ‘ndrangheta.