Alluvione in Sardegna, Gabrielli: «Basta polemiche, abbiamo diffuso l’allerta 12 ore prima»

Morti, disperazione, danni. E anche polemiche.  Il ciclone Cleopatra che lunedì si è abbattuto sull’est della Sardegna, in particolare nel cono Olbia-Torpé, ha causato 16 vittime e almeno un disperso accertato. Sono state ore difficili, la macchina dei soccorsi si è mossa immediatamente, ma dai residenti si sono alzate le voci di dissenso: c’è stato un ritardo nel comunicare l’allerta. È stata l’accusa più forte. Ma Franco Gabrielli non ci sta: «Basta con le polemiche pretestuose. La Protezione civile ha diffuso l’allerta meteo dodici ore prima delle precipitazioni e lo ha trasmesso alle prefetture e alla regione, che a sua volta deve allertare i comuni. Chiedete a questi enti cosa hanno fatto». Il capo della Protezione civile, intervistato dal Gr1, è tornato sul presunto mancato preavviso riguardo all’alluvione in Sardegna. «Ribadisco ancora una volta – ha aggiunto Gabrielli – che il sistema di allertamento nazionale fa riferimento allo schema costituzionale: lo stato dà le direttive, le regioni le norme di dettaglio. Alcune regioni non si sono ancora dotate di un piano di pianificazione degli interventi. Ed io ripeto che le previsioni sono importanti, ma se non c’è pianificazione, tutto è inutile. Basta allora con le polemiche pretestuose. E si sappia che intorno al sistema nazionale di Protezione civile lavorano ogni giorno centinaia di persone, con passione e professionalità. Sono inutili incresciose polemiche costruite sul nulla». Quanto agli interventi da fare, Gabrielli ha sottolineato che il lavoro della Protezione civile «prosegue intensamente anche oggi, giorno in cui sarà data pietosa sepoltura a dieci delle sedici vittime dell’alluvione. Lavoriamo alla ricerca dell’unico disperso – ha aggiunto – e per dare assistenza agli sfollati e a chi si trova in situazione di difficoltà. Prevediamo che in giornata un buon numero di persone possa far rientro nelle proprie case lì dove l’acqua si è ritirata». Quanto al rischio di nuove precipitazioni – ha detto Gabrielli – «continuiamo a seguire le previsioni con i meccanismi propri, e se sarà necessario, daremo come al solito gli avvisi di criticità dodici ore prima di eventi previsti come significativi». Ora che il peggio è passato si fanno analisi e ci si interroga sulle cause che hanno determinato un evento così catastrofico.  In una sola giornata sono caduti sull’isola 400 millimetri d’acqua, pari alla metà delle precipitazioni annue. Ma il geologo Mario Tozzi, intervistato da La Stampa «oltre alle quantità rilevanti di pioggia, che però ormai non possiamo considerare più eccezionali e alla costituzione geomorfologica, il resto è decisamente colpa nostra. Costruzioni sparse sule vecchie aree palustri e nelle aree golenali, infrastrutturazione selvaggia e spesso mal progettata e mal realizzata sono le vere cause dei danni e, spesso, anche dei morti».