Alfano cerca di ricucire ma al Senato è lite tra Palma e Vicari. E la Mussolini ironizza sulle lacrime di Angelino

«Non era una minaccia perché lo conosco e perché non poteva esserlo».  Angelino Alfano chiarisce a Padova le parole di Berlusconi («I governativi” faranno la fine di Fini…») e cerca di placare gli animi all’interno del Pdl in vista del congresso nazionale di sabato. «Noi lavoriamo fino all’ultimo istante disponibile – ha sottolineato il ministro degli Interni parlando a margine di un incontro con gli amministratori veneti – per tenere unito il nostro movimento nella consapevolezza che il leader è un uomo, cioè Silvio Berlusconi, vittima di una grande ingiustizia giudiziaria». Ingiustizia, ha spiegato Alfano, «sulla quale il Pd sta applicando anche in modo retroattivo una norma che è irretroattiva perché afflittiva penale. Noi ribadiamo anche che il nostro presidente Berlusconi si è sempre comportato da uomo di Stato e comportandosi così ha avuto sempre un grande premio da parte dell’elettorato e così pensiamo che potrà continuare ad esserlo». Il vicepremier poi, in riferimento all’appuntamento del Pdl di sabato ha auspicato che «il movimento possa restare unito». Intanto è slittata a domani la riunione dei governativi del Pdl con Alfano e i ministri per decidere la linea da tenere in vista del consiglio nazionale. «Il nostro grande progetto per il futuro – ha puntualizzato – non sono le larghe intese ma una larga vittoria del centrodestra e la costruzione di un’alternativa al centrosinstra. Questo è il futuro e per realizzarlo bisogna costruire un grande centrodestra. Noi – ha aggiunto – abbiamo stravinto quando costruimmo una larga coalizione con la Lega, le forze cattoliche e la Destra di An. Abbiamo vinto e governato per cinque anni – ha ricordato – noi sogniamo di tornare a vincere con un grande, grande, nuovo centrodestra che metta assieme tutte le alternative alla sinistra con un grande respiro territoriale. Il nord deve fare le cose che sa fare il nord, e lo stesso il sud. E lo Stato deve garantire a ciascuno il suo, su questo vogliamo confrontarci con amministratori e per questo chiederò a presidente dell’Anci Veneto di venirci a trovare al Viminale. Il modello Padova è la piattaforma politica per il centrodestra e per questo governo». Quanto alle sorti del governo ha sottolineato che alcuni obiettivi sono stati centrati «e fatto scudo nei confronti di altre idee della sinistra». «Ed è questo che mi fa pensare e dire che questo governo fa molto, potrebbe fare di più, non è il migliore possibile, ma certamente è il male minore o comunque è meglio dell’horror vacui che deriverebbe dal buio e da una fine anticipata della legislatura. Dobbiamo portare avanti alcune grandi battaglie sull’efficienza, il completamento dei costi standard. Questa è la cifra e il metro della nostra identità culturale».

Ma le acque nel partito sono sempre agitate, come dimostra un episodio che si è verificato al Senato. Il presidente del gruppo Renato Schifani aveva convocato i parlamentari per fare il punto sulla legge di stabilità, ma gli animi si sono surriscaldati quando Nitto Palma ha chiesto di riconvocarsi la prossima settimana, quando sarà chiaro il futuro del partito e dello stesso gruppo. La proposta di Palma, insieme alla decisione di andar via dopo l’intervento, ha provocato la reazione irritata del sottosegretario Simona Vicari, che ha invitato Schifani a non permettere di fermare il dibattito. Nuovi veleni contro Alfano arrivano poi da Alessandra Mussolini, che ha attaccato il vicepremier sostenendo che nella riunione per la fiducia al governo Letta si mise a piangere : «Un vero segretario dovrebbe alzarsi e parlare e convincerci su posizioni politiche, invece di piangere in faccia a Berlusconi come uno scolaretto che ha fatto una marachella». Sarà vero? Ma soprattutto: sarà utile al Pdl dare in pasto ai giornale queste notizie?