«Aiutatemi, non arrivo a fine mese»: all’ex re Alberto II non basta l’assegno di 700mila euro

7 Nov 2013 20:14 - di Liliana Giobbi

La crisi è crisi, aumenta la benzina, aumenta il costo delle zucchine e persino un ex re, prima o poi, sarà costretto a far la spesa al discount. Per adesso, però, il sudore freddo viene quando arriva il conto di yacht e castelli incantati: da quando non siede più sul trono, teme di non arrivare a fine mese l’ex sovrano del Belgio Alberto II. E lamentandosi del governo che gli ha tagliato il compenso, chiede almeno che si accolli le spese di gestione del castello di Belvedere, a Bruxelles, e del suo yacht Alpa, del valore di circa 4,6 milioni di euro. Ma il governo di Elio Di Rupo, che nel frattempo taglia spese e aumenta tasse, è irremovibile: la dotazione reale non aumenterà di un centesimo. Secondo quanto rivela il quotidiano Le Soir, Alberto II ritiene insufficiente l’assegno annuale da 700mila euro netti riconosciutogli dallo Stato. Il giornale ricorda che l’indennità annua lorda versata dallo Stato belga ad Alberto II, dopo l’abdicazione avvenuta lo scorso 21 luglio in favore del figlio Filippo, è passata da 11,5 milioni a 923 mila euro lordi. All’ex regina Beatrice d’Olanda invece è andata molto meglio: il governo dell’Aja le ha riconosciuto un assegno annuo di 1,4 milioni di euro, esentasse. L’ex re e il suo entourage, secondo Le Soir, hanno avviato con grande discrezione contatti con esponenti del mondo politico belga per verificare la disponibilità dello Stato ad andare incontro alle richieste dell’ex sovrano, sposato con Paola Ruffo di Calabria. Ma in tempi di austerità e mentre ai cittadini viene chiesto di tirare la cinghia, osserva il giornale, le richieste reali non sono state accolte con particolare entusiasmo. I critici più feroci dell’appannaggio reale sono da sempre nelle Fiandre, dove c’è una forte corrente nazionalista e repubblicana. E alcuni deputati fiamminghi ricordano come l’ex re abbia anche una villa in Costa Azzurra, una casa a Parigi e un appartamento a Roma. Durante i suoi vent’anni di regno (1993-2013), Alberto II ha percepito un assegno di 11,5 milioni di euro per coprire salario, spese legate alla sua funzione e alle sue residenze. Dall’abdicazione, lo scorso 21 luglio, percepisce invece soltanto i 923mila euro lordi, la stessa somma che toccava a Filippo finché è stato principe ereditario. «Non sono stato trattato come speravo e questo mi mette in difficoltà», ha rivelato l’ex re ad una fonte citata da Le Soir. È per questo che i suoi collaboratori si sono messi in moto e hanno avviato una trattativa con il governo per aumentare indirettamente il salario reale: lo Stato potrebbe occuparsi del castello Belvedere e la Marina pagare il carburante dello yatch, già immatricolato come imbarcazione militare. Dura la vita degli ex re.

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