Papa Francesco e Napolitano, due figure profondamente diverse

da Valerio Mingozzi.

Parole al vento quelle di Napolitano che parla di un clima avvelenato e destabilizzante al cospetto di Papa Francesco. Il sommo pontefice non ha bisogno di Napolitano per comprendere a fondo quali sono le condizioni di questo Paese, anche se si tratta di un sovrano straniero in neppure un anno sta dando dimostrazione di conoscere gli italiani molto meglio di chi ha ricoperto la carica di presidente della repubblica per più di un settennato. Si tratta di due figure profondamente differenti tra loro. Da una parte un Papa che trova tra la gente il suo habitat ideale, che ha fatto della povertà e
della umiltà una ragione di vita, al quale il dare del tu non rappresenta un’offesa né una mancanza di rispetto. Dall’altra un presidente che non è neppure l’ombra di quel Pertini che abbracciava le scolaresche, che non ha neanche mai considerato l’ipotesi di andare ad abitare in una “Santa Marta” laica, preferendo i lussi qurinalizi. Il clima è certamente avvelenato e destabilizzante, addirittura potrebbe essere sul punto di deflagrare. Ma non serve dirlo, lo sanno tutti qual è la situazione. Piuttosto sarebbe il caso che chi ha fatto questa scoperta, da sempre appartenete alla odiata casta, facesse un piccolo esame di coscienza, tentando di capire come e chi ci ha portato a questo punto. Nel caso facesse altre scoperte degne di nota che lo potrebbero riguardare in prima persona, potrebbe cogliere l’occasione per chiedere scusa. Sarebbe il primo politico a farlo.