Una trilogia in tv per raccontare e capire che cosa furono gli anni di piombo

Tre furono le città più direttamente investite dal ciclone degli «anni di piombo»: Milano, Genova e Torino.  E in queste tre città sono ambientate tre importanti fiction televisive che vedremo all’inizio dell’anno prossimo sugli schermi della Rai. Una di questa trilogia sarà intitolata: Gli anni spezzati. Il giudice e ricostruirà la vicenda del giudice Mario Sossi, rapito dalle Brigate Rosse a Genova nel 1974 e tenuto in ostaggio per più di un mese con la continua minaccia di ucciderlo se non fossero stati rimessi in libertà alcuni terroristi già arrestati e condannati all’ergastolo.  Il ricatto allo Stato, che tenne tutta l’Italia col fiato sospeso, fallì per la coraggiosa iniziativa del procuratore generale Francesco Coco, che rifiutò di porre in libertà i terroristi, la cui scarcerazione era stata richiesta in cambio della vita del giudice. Coco vinse la battaglia, ma pagò con la vita, assieme alla sua scorta, tutti assassinati due anni dopo dalle Brigate Rosse: le prime vittime degli  «anni di piombo».

La fiction dedicata al giudice Sossi è tratta dal libro Nella prigione delle Brigate Rosse, scritto quattro anni dopo l’evento dallo stesso giudice e dal giornalista Luciano Garibaldi e ora pubblicato, nella nuova edizione, dalla casa editrice Ares. La giurìa del Premio Acqui Storia ha deciso di assegnare il premio speciale “La Storia in tv” al regista e sceneggiatore della fiction, Graziano Diana, uno dei più conosciuti ad apprezzati registi televisivi. La premiazione avverrà al teatro Ariston di Acqui Terme sabato 19 ottobre. Accanto al regista Graziano Diana, vi sarà anche Massimo Coco, figlio del procuratore generale ucciso dalle Br. Le altre due fiction della trilogia, tutte sceneggiate e dirette dal regista Graziano Diana, sono intitolate Il commissario e L’ingegnere: la prima dedicata all’omicidio del Commissario Calabresi (Milano, 1972) e l’altra alla «marcia dei quarantamila» a Torino del 1981. Opere che  aprono una significativa panoramica sugli anni di piombo.

Il Premio Acqui Storia, giunto alla 46.a edizione, è divenuto,  in questi ultimi anni,  uno dei più importanti eventi europei nell’ambito della storiografia e del romanzo storico, ottenendo una grande visibilità internazionale e un importante rilancio scientifico e culturale. Il Premio Acqui Storia fu istituito nel 1969 per onorare la memoria della «Divisione Acqui» e i Caduti di Cefalonia del settembre 1943. È dunque di particolare importanza l’edizione di quest’anno, che viene a cadere nel settantesimo anniversario di quella tragedia che costò la vita a duemila nostri soldati ed ufficiali, massacrati dai tedeschi.

I vincitori della sezione storico-scientifica e storico-divulgativa sono quest’anno Maurizio Serra, Ottavio Barié, Giuseppe Marcenaro e Dario Fertilio. A Franco Cardini è stato assegnato il “Premio alla Carriera”, con la medaglia del presidente della Repubblica. Insigne cattedratico universitario, autore di testi fondamentali tradotti in molte lingue del mondo, ma che hanno saputo raggiungere anche il grosso pubblico, Cardini, oltre ad essere uno dei più autorevoli medievisti italiani, ha saputo esplorare i cosiddetti “secoli bui”, illuminandone, con intelletto d’amore, i più vari, curiosi, complessi versanti creativi.

«La consapevolezza dell’importanza che l’Acqui Storia riveste per la cultura storica italiana ed europea», ha dichiarato il responsabile esecutivo del Premio, Carlo Sburlati, «costituisce per noi uno stimolo a far crescere il Premio, soprattutto dal punto di vista della qualità dei testi in concorso e del calibro dei personaggi che di anno in anno calcano il palco del Teatro Ariston, tutti elementi fondamentali che hanno decretato negli anni il successo di questa manifestazione». Sburlati è stato artefice, in questi ultimi anni, di uno spettacolare rilancio scientifico, culturale, mediatico e mondano del Premio.

Dal canto suo, il sindaco di Acqui Terme, Enrico Silvio Bertero, ha richiamato il ricordo dei Caduti della Divisione Acqui affermando che quest’anno, in occasione del settantesimo anniversario del grande sacrificio, «saremo onorati di avere tra i nostri ospiti un reduce di Cefalonia, il signor Giovanni Grassi, accompagnato da una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui e dal vicesindaco di Argostoli, la capitale dell’isola di Cefalonia con la quale l’8 settembre 1989 la città di Acqui consacrò ufficialmente il gemellaggio, in memoria di quei sopravvissuti al massacro che si unirono alla Resistenza greca».

Tra i premiati, nella sezione «Testimoni del tempo», i registi Pupi Avati e Pier Francesco Pingitore, e i giornalisti e scrittori Giampaolo Pansa e Roberto Napoletano.