Una nuova commissione su Aldo Moro: dove non arrivò Sciascia ce la faranno Crimi e Calderoli?

Scrivere la parola fine sulla verità storica«del rapimento e della morte di Aldo Moro, un caso che a 35 anni di distanza è ancora una pagina densa di misteri e di enigmi». È l’obiettivo della commissione parlamentare d’inchiesta che la Camera si appresta a istituire. Ieri la commissione Affari costituzionali ha votato il testo bipartisan e, dopo i pareri delle altre commissioni, darà mandato al relatore per l’Aula. L’organismo d’inchiesta costerà 30 mila euro l’anno e dovrà concludere i lavori entro 18 mesi. A un primo sguardo «sembra che sia stato fatto tutto il lavoro possibile e che si sia fatta piena luce» sul caso di Aldo Moro, ma «non ci sembra che sia così», si legge nella relazione che accompagna la proposta per la costituzione di una nuova commissione d’inchiesta alla Camera. Il testo, che porta la prima firma di Beppe Fioroni, ma è stato fatto proprio anche dai capigruppo di Pd, Pdl, Sc e Sel, sottolinea che «ultimamente nuove rivelazioni e nuove dichiarazioni hanno riacceso i riflettori sul caso Moro» e «sembrano emergere rilevanti elementi di novità» e il «sospetto che la morte di Moro poteva essere evitata».

Il testo elaborato dalla commissione Affari costituzionali di Montecitorio (relatore Gianclaudio Bressa, del Pd) prevede perciò la costituzione di una commissione d’inchiesta ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione. Con il compito di «accertare eventuali nuovi elementi» rispetto a quanto appurato dalle precedenti commissioni e anche «eventuali responsabilità riconducibili ad apparati, strutture e organizzazioni ovvero a persone a essi appartenenti o appartenute». La commissione, composta da trenta deputati, conclude i propri lavori «entro 18 mesi dalla sua costituzione». E può riunirsi in seduta segreta tutte le volte che lo ritiene opportuno. La commissione può chiedere copie degli atti di inchieste in corso all’autorità giudiziaria. E può avvalersi dell’opera di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria e delle collaborazioni che ritiene necessarie. A distanza di trentacinque anni i principali protagonisti di quei giorni sono morti: da Andreotti a Cossiga, da Berlinguer a Zaccagnini, dall’esecutore materiale del delitto, Prospero Gallinari all’allora capo della polizia Coronas.  A suo tempo sul caso Moro il Parlamento ha già istituito una commissione d’inchiesta. Tra i suoi membri c’era anche Leonardo Sciascia, che alle conclusioni di quella commissione ha dedicato il libro L’affaire Moro. In quella commissione oltre a Sciascia, c’erano personalità come Biondi, Biasini, Flamigni Pecchioli e Rodotà.  Ora si torna rimettono indietro le lancette di 35 anni, sperando che il nuovo Parlamento sappia fare di meglio.