Tutto previsto: sì alla decadenza di Berlusconi. Grasso “indaga” sui giudizi di Crimi su prostata e peti del Cav

Come canterebbe Cocciante, era già tutto previsto, anche il voto che la giunta avrebbe dato e il sorriso che il presidente Stefàno avrebbe fatto mentre se ne andava via con lo scalpo del Cavaliere. «La giunta ha deciso a maggioranza di proporre all’assemblea del Senato di deliberare la mancata convalida dell’elezione del senatore Silvio Berlusconi», è stato l’annuncio del presidente Dario Stefano al termine della velocissima camera di consiglio seguita alla breve relazione di stamattina. «Peggio del previsto. Il copione era stato già scritto e se ne conosceva la trama ma si è andati oltre ogni limite di tollerabilità», è il commento a caldo del presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani. «Le partite sono però interessanti quando non si conosce l’esito finale, non come in questo caso dove il risultato era già scontato e deciso da tempo. Già si conoscevano i giudizi e pregiudizi diffusi in mondovisione da parte di tanti membri della Giunta, alcuni hanno persino continuato nel corso dei lavori dell’udienza pubblica, come il senatore pentastellato Vito Crimi, ad ingiuriare e manifestare il proprio disprezzo verso Silvio Berlusconi», rincara la dose Giuseppe Esposito del Pdl.

Anche il presidente Grasso s’è dichiarato indignato per le offese rivolte dall’esponente dei Cinque Stelle a Berlusconi, su Fb, con rime e versi su incontinenza, prostata e peti del Cavaliere: «È del tutto inqualificabile e gravemente offensivo quanto scritto dal senatore Vito Crimi nei confronti del senatore Berlusconi durante la fase pubblica della seduta della Giunta. Tale comportamento verrà sicuramente valutato dagli organi competenti del Senato», scrive in una nota il portavoce di Grasso. «Ogni comportamento dei componenti della Giunta che esorbiti dalle funzioni istituzionali, a tal punto da incidere sul regolare andamento dei lavori, richiede attenta e approfondita istruttoria su eventuali violazioni del Regolamento, da sottoporre agli organi competenti sotto profilo disciplinare che regolamentare», aggiunge il presidente di Palazzo Madama.