Teatro Valle, FdI ancora in pressing sugli occupanti che la sinistra coccola e che ci costano oltre un miliardo

Danno erariale, mancati introiti per il Comune di un miliardo,  sottrazione di un luogo pubblico ai cittadini romani. Può bastare per motivare il pressing che Fratelli d’Italia sta esercitando da sempre per trovare una soluzione all’occupazione illegale del Teatro Valle di Roma, un atto abusivo che grida vendetta, «un teatro pubblico prepotentemente “privatizzato” da circa due anni e mezzo. Il gruppo capitolino del partito ha denunciato oggi lo stato di degrado e abbandono della struttura e ha chiesto l’immediato sgombero degli occupanti e l’avvio di un bando pubblico aperto a tutti per restituire il teatro ai romani.

Quella di oggi fa seguito a una serie di iniziative di FdI, come ci racconta il capogruppo Fabrizio Ghera, che ha ricordato «l’interrogazione presentata al sindaco Marino e l’esposto alla procura e alla Questura di Roma. Alla conferenza stampa era presente anche il deputato Fabio Rampelli, che si è fatto promotore di un ordine del giorno approvato alla Camera per «sgomberare gli abusivi dal teatro Valle». Non resta che attendere, certo è che l’inerzia di Marino e della prefettura non sono un buon viatico. «Durante l’amministrazione Alemanno – ricorda Ghera – si era trovato un accordo con Bondi: il Valle doveva essere gestito pubblicamente insieme al Teatro Argentina. Non se ne fece nulla. Gli occupanti coccolati da una certa sinistra non trovarono di meglio che cavalcare l’onda polemica contro il sindaco del centrodestra». Si tratta del personale precario del Teatro, di maestranze, tecnici e teatranti che stanno mettendo in imbarazzo politici, autorità, ma anche gli stessi attori, i mostri sacri, da Lavia a Proietti, che interpellati sul caso Valle hanno preferito glissare, come pure il ministro Bray. «Non hanno mai pagato né l’Empals né la Siae, non ci sono i requisiti per la sicurezza, non pagano le utenze da due anni e mezzo e i fitti arretrati graveranno tutti su Ministero e Comune», fa rilevare Ghera, che stigmatizza l’insensateza oltreché l’ingiustizia i dover pagare “l’affitto” agli occupanti «mentre il Comune taglia sui servizi sociali agli anziani». Con quale faccia? Federico Mollicone di FdI ha scritto una accorata lettera -censurata dal sito del Teatro- agli occupanti tanto appoggiati dalla sinistra radical-chic, come anche dalla Sel capitolina – il cui appoggio è rilevante per la Giunta Marino. Nella lettera  – pubblicata dal Giornale – Mollicone, già assessore alla Cultura, si scaglia contro l’ipocrisia e chiama gli occupanti col loro nome: «Millantatori e ladri di spazi pubblici». Che occupanti siete, chiede, a nome di quale istanza sociale vera parlate, se «molti di voi prendono la disoccupazione dell’Enpals. Enpals che, però, non viene mai pagato per le vostre attività al Valle, come se fosse un dovere del resto dei lavoratori, degli spettatori e della gente comune pagarvi la “disoccupazione” con le loro tasse». Non solo, ma mentre «occupate un teatro pubblico impedendone l’avvio della stagione che era già pronta, c’è chi va in scena all’India, all’Argentina o gira film da protagonista». Amarezza. A voi tutto è permesso, conclude. Già, speriamo ancora per poco.