Sul web valanga di critiche a Grillo: fai come Bossi. Il leader non recede, i senatori sconfessati neanche

Suscita una valanga di commenti, quasi mille in poco tempo, il post di Grillo che sconfessa i senatori che sono riusciti a farsi votare un emendamento che abolisce il reato di clandestinità. E le reazioni sono per lo più a favore dei due senatori. Stavolta l’intemerata di Grillo non è piaciuta per niente a quella parte del popolo grillino che si identifica con le parole d’ordine della sinistra.

“Per caso state diventando leghisti???” si chiede, ad esempio, Carmelo Di S. mentre un altro attivista, che si sigla Sa.D. precisa: “Anche se in altri paesi più civili resiste il reato di clandestinità non me ne frega un c….., io abolirei perfino le frontiere”. “Mi dispiace, ma questa volta non sono per niente d’accordo! se è vero che è sbagliato il metodo, cosa aspettiamo a metterla subito ai voti.. Adesso! Per le epurazioni siamo stati rapidissimi ed ora cosa aspettiamo?” si chiede Fabrizio C. “La libertà di ogni candidato di potersi esprimere liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza…”: scrive Filippo. “Ragazzi – afferma anche Giorgino D. – ormai il problema per voi si pone: che volete fare da grandi? I fascistelli post leghisti? I democratici progressisti? Gli ex berluschini allo sbando? Gli adepti di Casaleggio? Che c. volete fare di voi e del Paese? Muovetevi”. Certo, come sempre, non mancano i commenti favorevoli al post. “Aprire le frontiere significa condannare una generazione” cerca di far riflettere uno che si firma Nexus Six mentre Stefano M. non ha dubbi: “parole sacrosante. Altri due senatori deficienti si aggiungono al già nutrito gruppo Brancaleone alle Crociate”.

Beppe Grillo però non si cura degli strali e sottolinea: “In caso di nuove leggi di rilevanza sociale non previste dal Programma, come può essere l’abolizione del reato di clandestinità, queste devono essere prima discusse in assemblea dai proponenti e quindi proposte all’approvazione del M5S attraverso il blog”. Anche i senatori del M5S però, non fanno passi indietro e intendono mantenere l’emendamento di Cioffi e Buccarella. E il senatore Cioffi ribatte al capo: “Il suo parere conta, ma noi non siamo una struttura piramidale”.

Le conseguenze tutte politiche della sconfessione di Grillo non si fanno attendere: Maroni chiede al M5S di votare ora l’emendamento leghista che ripristina il reato di clandestinità. Nichi Vendola invece, coltivando la speranza di recuperare i voti di sinistra che sono finiti nell’arcipelago grillino, attacca: “Mette tristezza vedere Grillo camuffarsi come un qualunque Umberto Bossi”. E si fa viva anche l’Italia dei valori: Grillo avrebbe fatto una “vergognosa retromarcia”. Il leader del M5s è difeso da Fratelli d’Italia: Fabio Rampelli parla di “scomuniche patetiche”: “Il reato di immigrazione clandestina esiste in Francia, in Germania, in Gran Bretagna, negli Usa, chi lo contrasta è un irresponsabile perché apre, in un’Italia allo stremo da un punto di vista economico e sociale, un portone per milioni di disperati che non sapremo né potremo accudire”.