Spionaggio Usa, Letta fa la voce grossa con Kerry. Alfano: «Non guarderemo in faccia nessuno»

Hanno battuto i pugni sul tavolo premier e vicepremier con il segretario di Stato John Karry, oggi a Roma. Si doveva parlare delle questioni mediorientali, ma si è trovato sul tavolo richieste di chiarimenti sull’imbarazzante capitolo delle intercettazioni. Kerry e Letta si sono incontrati nella Sala dei Galeoni a Palazzo Chigi, insieme al ministro degli Esteri Emma Bonino. Il colloquio è durato un’ora e mezza. Contestualmente a farsi sentire è stato il vicepremier Alfano: «Noi abbiamo un dovere di chiarezza nei confronti dei cittadini italiani: dobbiamo acquisire tutta la verità e dire tutta la verità senza guardare in faccia a nessuno». Il governo ha «in particolare posto la necessità di verificare la veridicità delle indiscrezioni di questi giorni circa eventuali attività di violazione della privacy». Il premier e il ministro degli Esteri sulla questione «hanno riscontrato un atteggiamento cooperativo», spiegano fonti di Palazzo Chigi. Il responsabile della diplomazia americana, spiegano le stesse fonti, ha «ribadito» che l’amministrazione Usa «ha messo tutta la problematica “under review”», sotto osservazione.

Fa discutere,intanto, l’intervista rilasciata da Vincent Cannistraro, ex direttore dell’ufficio italiano della Cia, in un’intervista al Corriere della Sera. «Megadata è un sistema di intercettazione globale che scatta quando i computer leggono certi nomi o numeri, sentono certi suoni, vedono certe immagini. Non solo: una volta così allertato, può selezionare i Paesi su cui concentrarsi per qualche tempo. Se è vero che la National Security Agency (Nsa) spia anche sui governi e sulle industrie, cosa di cui non sono affatto sicuro, non credo che Roma, e persino Washington, possano essere state risparmiate», afferma. Per ciò che concerne l’Europa, «Obama vuole che il sistema sia applicato solo all’antiterrorismo e non sconfini nello spionaggio politico o economico», spiega Cannistraro. «Obama ne ha abbastanza degli scandali e ha a cuore l’integrità dell’Alleanza atlantica. Gli altri Paesi, tra cui l’Italia, dovranno aiutarlo», prosegue, sicuro che non ci sarà una crisi di fiducia tra America ed Europa. «A poco a poco tutti insieme adotteremo le misure più opportune a imbrigliare i grandi fratelli elettronici. Rassegniamoci però alla realtà dell’era digitale. Una volta si ammoniva: taci, il nemico ti ascolta. Adesso si ammonisce anche: l’amico ti ascolta».