Soccorsi in mare altri 400 migranti, ultimi preparativi per l’operazione “Mare Nostrum”

Altri 400 migranti sono stati salvati nella notte dalle motovedette che operano incessantemente nel Canale di Sicilia e che sono intervenute in quattro distinti interventi. Il primo barcone ad essere soccorso è stato un gommone con 80 persone a bordo che si trovava in acque libiche: la centrale operativa delle Capitanerie di porto ha dirottato in zona un mercantile che ha preso a bordo i migranti e li ha trasferiti a Pozzallo. Fra Malta e Lampedusa, dove venerdì scorso si è verificato il naufragio in cui sono morte una quarantina di persone, un barcone con circa 250 eritrei a bordo è stato soccorso dalle navi della Marina militare e da quelle della Guardia costiera. I migranti sono stati trasferiti sulle motovedette e sono già arrivati a Lampedusa dove ha fatto rotta anche la nave Peluso della Guardia costiera che ha preso a bordo 80 persone che si trovavano su un terzo barcone. Infine, a 35 miglia a sud-ovest di Marsala, la Guardia di Finanza ha soccorso un barchino con a bordo sei tunisini.
Intanto fervono i preparativi per il via all’operazione “Mare Nostrum”. Navi, elicotteri e aerei, anche senza pilota, e radar: così è articolato il dispositivo che costituisce – ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro – «un rafforzamento del dispositivo di sorveglianza e soccorso in alto mare che è già presente». Tra le novità più significative l’impiego, «per la prima volta» in un sistema di vigilanza di questo tipo, di una nave anfibia classe San Giorgio (Lpd), cui appartengono il San Marco e il San Giusto, con relativi elicotteri. La nave San Marco, che sarà operativa dal 18 ottobre, è lunga 133 metri ed ha un equipaggio di 165 uomini, «ha la capacità di esercitare il comando e controllo, è dotata di elicotteri a lungo raggio, ha capacità ospedaliera, spazi ampi di ricovero per i naufraghi ed anche un bacino allagabile che consente di operare con i gommoni di soccorso anche in alto mare». Le fregate della Marina militare classe Maestrale imbarcano 225 uomini: sono navi estremamente versatili e, proprio per questo, sono state sottoposte negli anni ad un impiego molto intenso. Ciascuna imbarcherà un elicottero. I pattugliatori sono unità più piccole, anch’esse con la possibilità di imbarcare un elicottero, particolarmente vocate per il pattugliamento d’altura. Loro compito quello «di rendere l’area che viene pattugliata più agevole per chi si trova in difficoltà e più pericolosa per le navi-madri che tanti problemi ci creano». L’impiego delle navi – ha detto Mauro – «sarà alternato a seconda delle condizioni meteorologiche». Del dispositivo di “Mare Nostrum” farà parte anche una nave da trasporto costiero. Si tratta di unità come la Tremiti, che ha già operato in questi giorni. Per quanto riguarda gli elicotteri, a parte quelli imbarcati sulle navi, del dispositivo faranno parte anche due EH101 della Marina militare: velivoli dotati di strumenti ottici a infrarossi e radar di ricerca di superficie, impiegabili anche da Lampedusa o da Pantelleria. E’ previsto altresì l’utilizzo di un velivolo P180 dotato di tecnologia particolare per la visione notturna, impiegabile da Lampedusa, e di aereo di pattugliamento marittimo Atlantic con equipaggio misto Marina-Aeronautica che partirà dall’aeroporto di Sigonella. Per avere «il massimo della sorveglianza possibile in tutta l’area» l’operazione “Mare Nostrum” farà affidamento anche su «sistemi a pilotaggio remoto», vale a dire aerei senza pilota Predator. Un ulteriore apporto alla sorveglianza sarà garantito dalle nostre reti radar della Marina che delle Capitanerie di porto.