Sentenza-lampo contro Berlusconi: due anni di interdizione. È bastata solo un’ora per decidere…

Un’altra mazzata giudiziaria arriva sul capo di Silvio Berlusconi dal tribunale di Milano: la Corte d’Appello ha determinato in due anni l’interdizione ai pubblici uffici per il Cavaliere, condannato definitivamente a 4 anni di reclusione per la frode fiscale nel processo Mediaset. La sentenza giunge dopo il rinvio per ricalcolare la pena accessoria deciso dalla Cassazione lo scorso primo agosto. Una decisione che impedisce al leader del centrodestra un’eventuale ricandidatura alla premiership o al Parlamento fino al 2015. Il pg, nel formulare la sua richiesta, accolta, aveva spiegato che, come la pena principale è stata due terzi della pena massima, così deve essere anche per la pena accessoria. L’avvocato generale e, prima di lei, il giudice relatore, avevano parlato per cinque minuti ciascuno, ricordando gli esiti del processo in tutti i gradi di giudizio, con i relativi capi d’ imputazione. Subito dopo avevano preso la parola i  difensori del cavaliere, Niccolò Ghedini e Roberto Borgogno, in aula al posto del professor Franco Coppi. Niccolò Ghedini ha depositato il ricorso presentato alla Corte europea dei diritti dell’uomo relativo alla decadenza dell’ex premier da senatore.  La difesa di Silvio Berlusconi aveva chiesto di contenere la pena ”limitandola al minimo edittale”, e quindi a un anno. Gli avvocati dell’ex premier hanno inoltre sollevato tra l’altro una questione di legittimità costituzionale sulla legge Severino.

La sentenza è arriva dopo solo un’ora di camera di consiglio: un record, per la giustizia italiana.