Scivolone di Grasso: ha “sospetti” sul voto per la decadenza di Berlusconi. L’ira del Pdl: «È fazioso»

Quelle parole, nelle quali si faceva trapelare il sospetto che il voto su Berlusconi fosse legate a oscure trame segrete o a volontà inconfessabili dei parlamentari di non andare a casa, hanno mandato su tutte le furie il Pdl. Che il giorno dopo aver letto, nero su bianco e senza smentite, le dichiarazioni del presidente del Senato Pietro Grasso, è partito all’attacco di quella figura istituzionale che dovrebbe essere super parte, anche su una delicata vicenda come quella della decadenza di Berlusconi. «Se il voto sarà segreto, bisognerà vedere se sarà davvero un voto di coscienza o se dipenderà piuttosto da interessi diversi», aveva detto ieri Grasso, in vista del voto sulla decadenza dal seggio parlamentare di Silvio Berlusconi. «Se invece il voto sarà palese, tutto sarà più chiaro», aveva aggiunto, entrando a gamba tesa su un tema che è oggetto esclusivo della libera determinazione dei senatori. «Le dichiarazioni del presidente del Senato sul voto segreto o palese non sono da presidente del Senato, ma da uomo di parte, anzi di fazione. Ritenere che i senatori col voto segreto possano rispondere a interessi diversi dalla coscienza è una insinuazione gravissima», lo ha attaccato oggi Renato Brunetta.  commentando quanto detto ieri da Grasso. Secondo il capogruppo Pdl alla Camera le parole di Grasse contraddicono il “suo ruolo di garante della dignità dei parlamentari”. «Ricordo all’ex procuratore Grasso una frase di Falcone: “Il sospetto è l’anticamera della calunnia”. Cerchi di far valere le regole, il presidente Grasso, invece che inventarne di nuove ad uso delle sue attitudini inquisitorie», conclude Brunetta.

La scelta sul voto segreto o palese in aula sarà fatta nella giunta per il regolamento martedì prossimo,. Al momento 6 componenti sono schierati per il voto segreto (Pdl, Lega e Sc) e 6 per quello palese, due gli incerti ma grossi dubbi ci sono anche nel Pd, formalmente schierato per il voto palese.