Rio de Janeiro devastata dall’ennesima manifestazione anti-governativa: nella notte incendi e saccheggi

Ennesima violenta manifestazione di piazza in Brasile. Dopo una notte da incubo, con molte vie del centro devastate dall’azione dei dimostranti, Rio de Janeiro si è svegliata ancora una volta con l’aspetto di una città messa a ferro e fuoco. Quella che doveva essere una manifestazione pacifica – convocata lunedì sera dagli insegnanti per protestare contro il blocco degli scatti e la crescita del monte ore decisa dal Comune – si è trasformata in una vera e propria guerriglia urbana dopo che nel corteo si sono infiltrati gruppi di anarchici (almeno 200), che hanno anche lanciato due bombe molotov contro il consolato Usa.

Tra gli edifici più colpiti dall’azione dei black-bloc figura la sede del consiglio comunale, nella piazza di Cinelandia: oltre a tentare di incendiarne l’interno, gettando taniche di benzina dalle finestre in frantumi, i vandali hanno imbrattato i muri con scritte offensive soprattutto all’indirizzo del sindaco, Eduardo Paes, e del governatore carioca, Sergio Cabral. Per ostacolare l’intervento delle unità anti-sommossa, alcuni manifestanti (quasi tutti con il volto coperto da maschere o passamontagna) hanno montato barricate da incendiare e costruite con scrivanie, sedie e cumuli di spazzatura. Il bilancio provvisorio dei danni, reso noto dalle forze dell’ordine, è di almeno cinque autobus del servizio di trasporto pubblico distrutti, uno dei quali dato interamente alle fiamme.

Numerose poi le filiali di banche saccheggiate (almeno otto), mentre nemmeno bar e negozi sono stati risparmiati dalle depredazioni, soprattutto lungo l’Avenida Rio Branco, la principale arteria del centro. Varie fermate dell’autobus sono state demolite e anche la sede del consolato dell’Angola è stata oggetto di razzie. Parallelamente, disordini sono scoppiati anche nel centro di San Paolo, soprattutto attorno a piazza da Republica, dove era in corso un’analoga iniziativa di solidarietà ai docenti di Rio: sette persone sono rimaste ferite (quattro poliziotti e tre manifestanti) e altre dieci fermate in flagrante mentre attaccavano agenzie bancarie, negozi e una volante della polizia civile, presa a sassate e bastonate. A margine della camminata dei professori a Rio (50mila partecipanti, secondo gli organizzatori, 10mila per i dati ufficiali della polizia), 14 persone sono state fermate e in seguito liberate per atti di vandalismo.

Le autorità sono ormai certe che gruppi organizzati, con l’obiettivo di creare il caos generalizzato, agiscano sistematicamente ogni volta che si svolge una manifestazione di piazza. Come accaduto, del resto, anche durante le oceaniche proteste occorse in tutto il Brasile nel giugno scorso, in pieno svolgimento della Confederations Cup. Il Paese che ospiterà i Mondiali del 2014 e la città che riceverà i Giochi Olimpici del 2016 tornano così nell’occhio del ciclone, ancora una volta a causa della questione sicurezza e ordine pubblico.