Rave party, una ragazza in coma. C’è ancora chi ha il coraggio di difenderli?

In coma dopo aver partecipato a un rave party: musica, alcol e droga in assoluta illegalità. I rave party continuano a lasciare una scia di sangue e di violenze. E chi li difende (leggasi la sinistra) dovrebbe interrogarsi sulla degenerazione di un fenomeno che è diventato ormai un vero allarme sociale. Un mese fa fece discutere il caso del diciottenne di Macerata morto schiacciato da un’auto, sotto la quale probabilmente si era addormentato durante un rave party nella notte tra sabato e domenica a Serripola di San Severino Marche. Per diverse ore nessuno si accorse dell’incidente e il corpo del giovane fu trovato soltanto all’alba, a festa finita. Tra i tanti casi le notizie di cronaca ci riportano ad un altro episodio eclatante: quello avvenuto in provincia di Grosseto dove un paio d’anni fa quattro giovanissimi al ritorno da un rave party in Maremma, massacrarono a calci e pugni due carabinieri. Ora l’ultimo drammatico caso. Una ragazza di ventidue anni di Cerfignano, frazione di Santa Cesarea Terme (Lecce), è ricoverata da domenica nel reparto di rianimazione del Vito Fazzi di Lecce dopo essere finita in coma per aver assunto un mix di alcool e droga durante un rave party non autorizzato svoltosi lo scorso fine settimana in un capannone sulla strada provinciale che da Lecce conduce alla marina di Torre Chianca. La giovane é tenuta in coma farmacologico. Difficile al momento accertare l’entità dei danni che la ragazza potrebbe aver subito. In queste ore gli agenti della questura stanno cercando di chiarire i contorni della vicenda e risalire attraverso gli interrogatori di alcuni dei partecipanti al rave party, a colui che ha preparato e forse venduto all’interno, il micidiale cocktail di alcool e droga. Il capannone dove si è svolto il rave party è stato posto sotto sequestro. A dare l’allarme ai sanitari del 118 è stata domenica mattina una telefonata anonima che segnalava la presenza per terra di una giovane priva di sensi.