Passera torna in campo: vuole salvare il Paese come ha fatto con Alitalia?

Ha atteso l’uscita di scena di Mario Monti per pronunciare il suo: «L’avevo detto…». Corrado Passera, ex superministro allo Sviluppo del governo del Professore, aveva rifiutato di entrare in Scelta civica. Alle elezioni aveva preferito fermarsi un turno ai box. Ora fa sapere di essere pronto a «scendere in campo». Anche lui. A margine del Forum della Coldiretti, a Tgcom 24, Passera ha annunciato: «Stiamo lavorando con delle persone su pezzi di programma per un modello del Paese». Poi alla domanda se ci sia una squadra pronta, ha risposto: «Assolutamente sì». L’ex ministro ha sottolineato che «c’è un grande lavoro per mettere insieme proposte che servano ad azioni, per rimettere in moto questo Paese, che non sono né di destre né di sinistra. Credo che possiamo dare un gran contributo. C’è un bel lavoro in corso», aggiungendo riguardo ad una sua discesa in campo: «Quando sarà il momento l’annuncerò».

Il nome di Passera è risuonato più volte negli ultimi giorni alla luce della crisi di Alitalia. Tra gli artefici di quel progetto di “risanamento” c’era proprio l’allora Ceo di Intesa San Paolo. Un piano che in cinque anni si è rivelato un vero e proprio flop. La difesa di Passera? «Non erano prevedibili cinque anni di recessione così forte che ha toccato fortemente i ricavi dell’azienda». La risposta a distanza è arrivata del patron del gruppo Espresso Carlo De Benedetti: «Certo c’è stata la crisi da noi come altrove – ha sottolineato l’editore formulando un parallelismo tra l’ex banchiere e il Cavaliere – ma la combinazione tra il marketing elettorale di Berlusconi e il marketing politico di Passera si è dimostrata disastrosa per tutti meno che per loro». Secondo De Benedetti «più di 5 miliardi dei contribuenti sono stati bruciati sull’altare delle ambizioni personali». Un botta e risposta che fa capire che la discesa in campo di Passera non vedrà la sponda amica di Repubblica e del gruppo Espresso.