Papa Francesco: anche io ho avuto dubbi sulla fede, come tutti. E invita a pregare per la “cara nazione irachena”

Il dubbio, la fragilità umana, il legame con i santi e i defunti. Davanti agli oltre ottantamila fedeli riuniti a San Pietro per la consueta udienza del mercoledì papa Franscesco ha affrontato il tema della debolezza umana. «Chi di noi non ha sperimentato insicurezze, smarrimenti, e perfino dubbi nel cammino della fede? Tutti, anche io. Non deve stupirci perché siamo esseri umani», ha detto indicando la comunione nella Chiesa il sostegno reciproco nel «sostenerci gli uni gli altri nella avventura della fede».In prossimità della ricorrenza dei morti, il 2 novembre, il Papa ha evocato «il legame profondo e indissolubile con coloro che hanno varcato la soglia della morte». Siamo, ha detto, «una sola grande famiglia tra terra e cielo, che si realizza nella preghiera di intercessione». Poi, però, ha aggiunto: «La memoria dei defunti è molto sentita, ma possiamo chiederci: la viviamo in modo cristiano o pagano? Si basa sulla fede in Cristo morto e risorto? Oppure è una miscela di credenze e di paure che poco hanno a che vedere con il Vangelo? I nostri familiari e amici defunti defunti, li affidiamo a Dio nella preghiera?”, ha domandato Papa Francesco, «c’è un legame profondo e indissolubile tra coloro che sono pellegrini in questo mondo e coloro che hanno varcato la soglia per entrare nella eternità, tra tutte le anime del purgatorio e tutte le anime che sono già in paradiso, una sola grande famiglia, questa comunione, che si realizza soprattutto nella preghiera di intercessione».

Poi, in vista dell’incontro con una delegazione di sovraintendenze irachene, con rappresentanti dei diversi gruppi religiosi, ha formulato il suo “appello” per la pacificazione e la stabilità dell’Iraq. «Vi invito a pregare per la cara nazione irachena purtroppo colpita quotidianamente da tragici episodi di violenza perché trovi la strada della riconciliazione, della pace, dell’unità e della stabilità». L’incontro nella saletta dell’aula Paolo VI  tra il Pontefice e la delegazione, accompagnata dal cardinale Jean Louis Tauran, ha l’obiettivo di avviare una collaborazione fra il dicastero vaticano e le comunità religiose irachene nella prospettiva di istituire un Comitato permanente di dialogo. Sotto un sole quasi primaverile, come è sua consuetudine, papa Francesco a bordo della jeep bianca prima di salire sul sagrato di San Pietro ha fatto un lungo giro all’interno del colonnato berniniano per salutare i fedeli: ha baciato i bambini che gendarmi e guardie svizzere gli avvicinavano, ha stretto mani sporgendosi dalla vettura e ha anche bevuto il mate, la tradizionale bevanda sudamericana.