Ora Marino pedala da solo: vigili in rivolta per il pasticcio del comandante “fantasma”

Il capitolo si intitola «Una città città che funziona» e apre il programma elettorale di Ignazio Marino. Al primo punto c’è «un nuovo patto per la mobilità», al terzo «un patto per la trasparenza». Il pasticcio in cui si è infilato il sindaco di Roma con la nomina del nuovo capo dei vigili urbani, dunque, non è solo, come lo definiscono in molti, «una figuraccia planetaria», è anche la conferma che il sindaco non sta tenendo fede all’unico vero patto da cui non si può prescindere: quello con gli elettori.

La vicenda è intricata, ma si riassume facilmente: dopo aver rimosso l’ex capo dei caschi bianchi, lo stimato Carlo Buttarelli,  il sindaco ha emesso un bando per trovare un sostituto e il sostituto è stato trovato e presentato alla città, peccato solo che non avesse i requisiti richiesti dallo stesso bando del sindaco, ovvero cinque anni di anzianità in ruoli apicali.

Così Oreste Liporace, colonnello dei carabinieri da nove mesi, si è ritrovato in un limbo con la richiesta di aspettativa già avanzata all’Arma e un incarico annunciato ma non formalizzato e probabilmente non formalizzabile da parte del Campidoglio. È notizia di ieri, infatti, il parere della stessa avvocatura del Campidoglio, secondo cui, no, Liporace non può assumere l’incarico.

Pare che in queste ore vi sia un pressing serrato sull’ufficiale, perché ritiri la candidatura risolvendo le difficoltà del sindaco. Ma Liporace, persona di grande dignità e notevoli titoli (tra i quali tre lauree), non sembra intenzionato a sacrificarsi sull’altare delle altrui imperizie. Anche perché dal Campidoglio nessuno si è degnato di informalo circa il suo futuro e la possibilità o meno che quell’incarico annunciato Urbi et Orbi si formalizzi davvero. «Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità», si è limitato a commentare in questi giorni, in cui si dice «in attesa».

Chi invece non vuole aspettare più sono gli uomini della Muncipale che, dopo essere stati iper fotografati con caschetto e bicicletta a fare da scorta a Marino, ora si trovano in una situazione di incertezza, lamentano di non essere mai stati incontrati dal primo cittadino, nemmeno in occasione di una scelta così cruciale che li riguarda direttamente, e minacciano mobilitazioni proprio nel giorno della prossima settimana in cui Roma vivrà le sue ore più calde: venerdì 18, quando si terranno lo sciopero generale della scuola, con annesso corteo degli studenti, e la partita Roma-Napoli, anticipata per motivi di ordine pubblico visto che il giorno dopo, il 19, a Roma si riverseranno i No Tav e altri gruppi del mondo che si autodefinisce “antagonista”.

Con una nota il comandante ad interim dei vigili, Donatella Scafati, ha garantito che «il servizio di viabilità verrà reso regolarmente», ma sul tavolo dell’assicurata efficienza, oltre alla possibile mobilitazione degli agenti, pesa anche il malumore dei dirigenti. In 25 l’altro giorno hanno scritto a Marino, mettendo nero su bianco la loro indignazione per il modo in cui li tratta. In totale sono 27.