Niente Motor Show di Bologna: dal 2014 si riparte da Milano? E il sindaco Merola cade dalle nuvole

Non ci sarà, il prossimo dicembre, il Motor Show a Bologna. La doccia gelata arriva dalla pagina Facebook ufficiale della manifestazione, in programma dal 7 al 15 dicembre. «Cari tutti – si legge sulla bacheca – vi comunichiamo che la trentottesima edizione del Motor Show di Bologna è stata annullata. La motivazione di GL events, società organizzatrice dell’evento, sta nella totale assenza delle case automobilistiche, fulcro di un salone dell’automobile». Pertanto, si legge ancora sulla pagina Facebook del Motor Show, «l’assenza del mercato, ci spinge dunque ad annullare l’edizione 2013 del salone, sia per rispetto verso il pubblico del Motor Show, sia per lavorare in modo produttivo e concreto ad eventi futuri che possano contare di nuovo sulla massiccia presenza del settore. GL events ha investito in modo importante negli ultimi sei anni per garantire l’unico Salone Italiano dell’Automobile e per dare sostegno al settore auto in un Paese che dal 2007 ha perso oltre il 50% del mercato automobilistico».  Sei anni fa, spiega Giada Michetti, amministratore delegato di GL events, «quando siamo subentrati il mercato dell’auto produceva 2.493.000 modelli, quest’anno 1.250.000; eravamo il secondo mercato dell’Unione europea e ora siamo il nono, eravamo il quarto nel mondo e ora siamo l’undicesimo. Questa è la realtà: un salone senza auto non si può fare, in queste condizioni non si può».

Più possibilista per il futuro, il presidente Olivier Ginon: «Nel 2014 o il 2015 vogliamo mantenere una manifestazione in Italia, non importa se a Bologna o a Milano. Cerchiamo di trovare le condizioni per sostenere non solo il nostro investimento, ma il vostro Paese. E vediamo nell’Expo 2015 un’occasione per il rilancio dell’Italia». Una notizia che piomba a sorpresa sulla giunta rossa bolognese. Mentre il sindaco Virginio Merola commenta: «Non ne sapevamo nulla», l’opposizione si fa sentire attraverso iIl capogruppo del Pdl Michele Facci, il quale sollecita un intervento immediato: «Dopo anni di manifestazioni sotto tono, spero che ora nessuno si voglia sottrarre ad una discussione seria sul ruolo che deve avere la nostra fiera nel contesto regionale e nazionale».