Nella legge di stabilità il rifinanziamento della Cig e della social card. Zanonato: l’Imu capitolo chiuso

Ultimi ritocchi e limature e la legge di stabilità arriverà martedì prossimo sul tavolo del Consiglio dei Ministri giusto in tempo per il varo e la contestuale trasmissione a Bruxelles e al Parlamento. Ma non dovrebbe “viaggiare” da sola. Come ha detto anche il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ci sarebbe anche un decreto parallelo, una sorta di “collegato” che recupererebbe tutte le misure saltate dal decreto sulla correzione dei conti. In particolare il rifinanziamento di 330 milioni della cassa integrazione in deroga, quello della social card (35 milioni) e la nuova procedura agevolata per i gestori di videopoker.
Mentre si guarda avanti, ancora non è nota la composizione della nuova “sventagliata” di tagli ai ministeri varata per correggere i conti (il deficit sotto il 3% del Pil). La Commissione Ue sul deficit avverte: «Valuteremo». Ma intanto una certezza avanza: «La questione (Imu, ndr) – dice il ministro allo Sviluppo Flavio Zanonato – è chiusa, siamo a valle di una decisione assunta e le varie forze che compongono il governo devono rispettare l’impegno assunto». Insomma non si pagherà neanche la seconda rata. Per quanto riguarda la Stabilità, c’è attesa per l’arrivo della nuova Service Tax. Ma il “menù” è ormai noto anche se c’è da vedere quali saranno le grandezze: si continua in particolare a discutere sul finanziamento del taglio al cuneo fiscale. Proprio su questo nodo si susseguono gli incontri a Palazzo Chigi. L’ultimo con Reteimprese: «Abbiamo condiviso gli obiettivi del governo – dice il presidente Ivan Malavasi – di ridurre le tasse sul lavoro e sulle imprese e aumentare l’efficienza della spesa pubblica». E sul cuneo: «A nostro parere siamo sotto i 10 miliardi ventilati». Ma in ogni caso «quella sul cuneo fiscale non sarà un’operazione una tantum ma strutturata su più anni, durante i quali il costo del lavoro avrà una caduta progressiva, pianificata all’interno del bilancio dello Stato. Questa per noi – sottolinea Malavasi – è la novità più importante». Una novità che inizialmente dovrebbe mettere sul piatto circa 5 miliardi: «Il premier non ha fatto cifre – ricorda il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi – ma, per il momento, non mi ha lasciato molte speranze che la cifra da destinare alla riduzione del cuneo fiscale sia di 10 miliardi». Squinzi poi sollecita un’azione più forte: «Abbiamo bisogno di fare un manovrone e non una manovrina».