Monti getta la spugna: addio Scelta civica, mi dimetto. Sono stato tradito dai miei…

Bye bye, mister Monti. Tanto di cappello per aver capito – seppure in enorme ritardo – di aver costruito un giocattolo attorniandosi di persone sbagliate, che l’hanno pugnalato alla prima occasione. Bye bye, mister Monti: si è dimesso da Scelta civica, la sua creatura, perché le sue piccole truppe gli hanno voltato le spalle, undici senatori come Bruto. In verità, la sua stagione era finita da tempo, non solo perché i risultati elettorali avevano spezzato le residue speranze di essere l’uomo della provvidenza, ma perché nei suoi confronti il malcontento popolare aveva raggiunto livelli mai toccati prima. «Si vuole il superamento di Scelta civica in un soggetto politico dai contorni indefiniti – ha detto l’ex premier – ma, a quanto è dato capire, aperto anche a forze caratterizzate da valori, visioni e prassi di governo inconciliabili con i valori, la visione e lo stile di governo per i quali Scelta Civica è nata». Immediatamente c’è stato il cambio di vertice: la presidenza del partito verrà assicurata da Alberto Bombassei, fino all’attivazione delle procedure previste dallo Statuto per la nuova nomina. Ma da giorni serpeggiavano i malumori, fino alla dichiarazione di Benedetto Della Vedova (sì, ancora lui) che poche ore prima dell’annuncio di Monti aveva sentenziato: «Deve essere chiaro a tutti che, anche qualora Scelta Civica decidesse, secondo le argomentazioni proposte da Monti nella recente intervista a Repubblica, di avere nel Ppe il proprio riferimento politico in Europa, ciò non significherà in alcun modo avere Silvio Berlusconi e il suo partito come punto di riferimento in Italia». Altolà su altolà, dettati dalla rabbia e dall’inconsistenza sia politica che elettorale.

«Monti si dimette da Scelta civica? – ha commentato Maurizio Gasparri – evidentemente fare i terzi poli centristi non è una cosa facile e conveniente. Motivo di riflessione per tanti in tutti gli schieramenti. Viva il bipolarismo».

«Monti – ha detto a sua volta Francesco Giro – che qualcuno con enfasi solo un anno fa considerava il nuovo federatore del centro per il dopo Berlusconi, non è riuscito a federare neppure una decina di senatori di Scelta Civica. Davvero un bel risultato!». Per Sandro Bondi, invece, «qualunque siano stati gli errori di Monti – e il mio dissenso dalle sue scelte politiche e di governo ènetto e severo – confrontato ai Della Vedova e ai Mauro, pronti ad altre giravolte, resta comunque una persona seria».