Macabro show degli “attivisti” alla cerimonia per le vittime di Lampedusa: contestato Alfano

Una contestazione al vicepremier Angelino Alfano ha turbato la commemorazione delle vittime dei naufragi di Lampedusa, che si è svolta al molo di San Leone ad Agrigento. «Assassini… assassini, basta con la Bossi-Fini», hanno gridato al termine della cerimonia i contestatori, un gruppo di eritrei e i soliti antagonisti, che hanno costretto gli uomini della sicurezza a portare via Alfano. «Abbiamo assicurato degna sepoltura ai morti, degna assistenza ai superstiti e ora caccia senza quartiere ai mercanti di morte», aveva detto il ministro dell’Interno, rivolgendo un invito al rispetto delle leggi da parte di tutti. «Noi – aveva sottolineato – rispettiamo le leggi nazionali e internazionali sull’immigrazione, ma anche i migranti devono rispettare quelle dello Stato che li ospita». «I cosiddetti attivisti che hanno gridato “assassini” sono quelli che vogliono frontiere libere e scafisti in libertà», ha commentato Alfano, sottolineando che i contestatori «non l’avranno vinta: proteggeremo le nostre frontiere salvando vite umane». L’episodio ha alimentato nuove polemiche intorno a una giornata che non ne avrebbe meritate e che invece ne ha registrate diverse: per il fatto che i funerali sono stati celebrati ad Agrigento e non a Lampedusa, sollevata tra gli altri dal governatore sicialiano Rosario Crocetta; per la presenza delle autorità eritree che, secondo una parte della comunità eritrea in Italia, è stata una «offesa ai morti»; per la stessa celebrazione, che sia esponenti del Pd sia esponenti di Sel hanno bollato come «finti funerali» o «farsa» di Stato.

«Chi ha contestato Alfano è veramente un cialtrone», ha commentato il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri. Il ministro dell’Interno, ha proseguito l’esponente del Pdl, «ha dimostrato capacità ed equilibrio, insieme a tutto il Viminale e alle forze dell’ordine, sia in occasione delle tragedie di Lampedusa che della manifestazione di Roma». «L’Italia – ha aggiunto – è il Paese più solidale del mondo. Attivisti di parte, italiani o stranieri, non otterranno la modifica delle leggi italiane. Il reato di immigrazione clandestina non si tocca. I profughi vanno assistiti da tutti e non solo dall’Italia. I clandestini vanno espulsi. Chi contesta Alfano – ha concluso Gasparri – è un farabutto a qualsiasi nazionalità appartenga».