L’ultima intervista dell’ex-Ss: “Le camere a gas non esistevano. Non ho mai odiato nessuno”

Il legale di Priebke, Paolo Giachini, ha raccontato che il capitano delle Ss è stato lucido fino all’ultimo, ha spiegato che non sarà allestita una camera ardente e che Priebke sarà sepolto accanto alla moglie a Bariloce, nella città argentina dove anni fa si era rifugiato. Ma è sull’intervista-testamento che ora si concentra l’attenzione: un video in cui Priebke non solo non si mostra pentito ma afferma che le camere a gas non sono mai esistite.

“La fedeltà al proprio passato è qualche cosa che ha a che fare con le nostre convinzioni”. Questo quanto afferma Priebke, nell’intervista-testamento resa nota oggi dal suo avvocato. “Si tratta – continua – del mio modo di vedere il mondo, i miei ideali, quello che per noi tedeschi fu la Weltanschauung ed ancora ha a che fare con il senso dell’amor proprio e dell’onore. La politica è un’altra questione. Il Nazionalsocialismo è scomparso con la sconfitta e oggi non avrebbe comunque nessuna possibilità di tornare”.

Sull’antisemitismo così si esprime: “Criticare non vuol dire che si vuole distruggere qualcuno. Antisemitismo vuol dire odio, odio indiscriminato. Io anche in questi ultimi anni della mia persecuzione, da vecchio, privato della libertà, ho sempre rifiutato l’odio. Non ho mai voluto odiare nemmeno chi mi ha odiato. Parlo solo di diritto di critica”.

Poi c’è la parte più scioccante: “Nei campi le camere a gas non si sono mai trovate, salvo quella costruita a guerra finita dagli Americani a Dachau”. Secondo Priebke “testimonianze che si possono definire affidabili sul piano giudiziario o storico a proposito delle camere a gas non ce ne sono”. “So per esperienza personale della mia prigionia e quella dei miei colleghi – prosegue l’Ss – come, dai parte dei vincitori, venivano estorte nei campi di concentramento le confessioni ai prigionieri”. E prosegue: “Io ho conosciuto personalmente i lager. L’ultima volta sono stato a Mauthausen nel maggio del 1944 ad interrogare il figlio di Badoglio, Mario, per ordine di Himmler. Ho girato quel campo in lungo e in largo per due giorni. C’erano immense cucine in funzione per gli internati e all’interno anche un bordello per le loro esigenze. Niente camere a gas”. “Purtroppo – continua – tanta gente è morta nei campi ma non per una volontà assassina. La guerra, le condizioni di vita dure, la fame, la mancanza di cure adeguate si sono risolti spesso in un disastro. Però queste tragedie dei civili, erano all’ordine del giorno non solo nei campi ma in tutta la Germania, soprattutto a causa dei bombardamenti indiscriminati delle città”. Ancora, secondo l’Ss, “i vincitori del secondo conflitto mondiale avevano interesse a che non si dovesse chiedere conto dei loro crimini. Avevano raso al suolo intere città tedesche, dove non vi era un solo soldato”.

“I mezzi di propaganda di chi oggi detiene il potere globale sono inarginabili”, afferma infine Erich Priebke nell’intervista-testamento, parlando di “sottocultura storica appositamente creata e divulgata da televisione e cinematografia”, che ha manipolato le “coscienze lavorando sulle emozioni. In particolare le nuove generazioni, a cominciare dalla scuola, sono state sottoposte al lavaggio del cervello, ossessionate con storie macabre”. Invece restiamo “da quasi 70 anni in attesa delle prove dei misfatti contestati al popolo tedesco”.

E ancora a proposito dell’Olocausto: “La mia posizione è di condanna tassativa per fatti del genere. Tutti gli atti di violenza indiscriminata contro le comunità, senza che si tenga conto delle effettive responsabilità individuali, sono inaccettabili, assolutamente da condannare”. Così ha risposto Erich Priebke nella sua intervista-testamento, precisando che in caso di prove avrebbe condannato “cose così orribili”. Ma accanto ai crimini nazisti, Priebke ha messo anche “quello che è successo agli indiani d’America, ai kulakì in Russia, agli italiani infoibati in Istria, agli armeni in Turchia, ai prigionieri tedeschi nei campi di concentramento americani in Germania e in Francia così come in quelli russi, i primi lasciati morire di stenti volutamente dal presidente americano Eisenhower, i secondi da Stalin. Entrambi i capi di stato non rispettarono volutamente la convenzione di Ginevra per infierire fino alla tragedia. Tutti episodi ripeto da condannare senza mezzi termini, comprese le persecuzioni fatte dai tedeschi a danno degli ebrei; che indubbiamente ci sono state. Quelle reali però, non quelle inventate per propaganda”.