L’ironia di Gianfranco D’Angelo su Marino: «Invece di andare in bici venga a teatro»

«L’assessore alla Cultura del Comune di Roma non ha neanche risposto al mio invito a teatro. Forse ha avrà avuto troppi impegni con i Fori imperiali oppure non le piace il teatro». Gianfranco D’Angelo non perde il gusto della battuta. In scena al Teatro dell’Angelo con Io e Roma il comico capitolino mantiene intatta la verve comica e la voglia di lavorare nonostante tutto.  «Fare teatro in Italia è sempre più difficile, anche perché le istituzioni sono spesso latitanti. Lo ammetto, mi sarebbe piaciuto vedere tra il pubblico il sindaco Marino, ma forse non ha trovato parcheggio per la bicicletta. Al di là delle battute, nel caso dell’assessore Flavia Barca, rispondere a un invito di un attore che a 77 anni, qualcosa l’ha fatta, credo che sarebbe stato un dovere. E poi parlo da cittadino, sono residente a Roma, pago l’Imu in questa città, magari solo un “No, grazie, signor D’Angelo non posso venire”, sarebbe stato troppo faticoso?». Ma non c’è tempo per gli sfoghi, seppure bonari e sul filo dell’ironia. Il mattatore di tante commedie  l’attore che ha scritto pagine importanti della comicità in Italia, vuole parlare del suo spettacolo, in scena fino a domenica 20 ottobre al Teatro dell’Angelo di Roma, una veria e propria bomboniera nel cuore del quartiere Prati. «Sono romano, figlio di romani, mi sembrava giusto dedicare uno spettacolo tutto dedicato alla mia città, dopo tanto peregrinare per i teatri di tutta Italia».

In quello che si potrebbe definire un esilarante “one man show” scritto da Giancarlo Borrelli e Valter Delle Donne, per la regia di Giacomo Zito, D’Angelo racconta da par suo aneddoti scovati fra le pieghe della storia, personaggi noti di cui racconta dettagli sconosciuti, storie di vie e di piazze, di proverbi e di poeti. Un itinerario divertente, ironico e sornione, attraverso la cultura romana, con un grande interprete che descrive gli stati d’animo, le emozioni, le paure e i desideri della gente che ha popolato e popola Roma: da quella dei Cesari e quella dei Cesaroni. Un attento e approfondito lavoro di ricerca storica, di testimonianze inedite per comporre un affresco sulla romanità, quella più vera e meno scontata. Con citazioni di Belli e Trilussa, Checco Durante e Aldo Fabrizi. Accompagna questo viaggio il gruppo musicale “I Cerchi magici”, diretto dal Maestro Maurizio Francisci, che da anni compie un appassionato lavoro di ricerca nell’infinito patrimonio della canzone romana.