Le Sturmtruppen di Schulz e della Merkel dichiarano (di nuovo) guerra al Cavaliere

Rieccolo, Martin Schulz, l’uomo che è diventato famoso e ha iniziato a fare carriera cibandosi ogni giorno di antiberlusconismo anche se a migliaia di chilometri di lontananza. Anche adesso, nel pieno della crisi politica e in un momento delicatissimo, entra a gamba tesa con frasi di per sé offensive. «I parlamentari del Pdl che voteranno a favore del governo Letta – afferma – non sono né traditori né eroi ma gente responsabile». Poi aggiunge: «Faccio un appello ai colleghi del Parlamento: riflettano bene, abbiamo tutti insieme una responsabilità verso l’Europa. Letta e il suo governo hanno avuto grande successo per riconquistare la fiducia verso l’Italia, soprattutto sui mercati finanziari. Non bisogna giocarsi, a causa di interessi molto particolari, quello che il governo ha riconquistato». Un’ingerenza enorme, faziosa, inopportuna. Che peraltro fa intravedere un’altra ingerenza inaccettabile: «S il Ppe ufficialmente non interviene nelle scelte del Pdl, è stata la cancelliera Angela Merkel a prendere posizione a favore della continuità di governo in una telefonata a Letta». La frittata è fatta, tutti sull’attenti, la Merkel si rioccupa dell’Italia. «Schulz – afferma Renato Brunetta – non perde occasione per screditare il ruolo di presidente del Parlamento europeo interferendo pesantemente nella vita politica italiana per di più cercando di alimentare zizzania nel Pdl. Letta ha già avuto la benedizione tedesca della Merkel, mancava solo la beatificazione teutonica e socialista per consacrarlo berlinese di complemento. Non funziona così per noi il rispetto tra europei». Reagisce anche Licia Ronzulli, del Pdl: «Servirsi della carica che si ricopre per intromettersi nelle vicende politiche interne di un altro Paese, per di più lanciando gravi accuse e insinuazioni, è uno sfregio alle istituzioni europee. Anche questa volta, Schulz, oltre tutto senza alcun rispetto per la situazione delicata che vive l’Italia, è intervenuto in maniera scomposta per attaccare Berlusconi».