Le “sentinelle dell’Imu” tornano all’attacco sulla seconda rata. Fassina si schiera con il Fmi

Il decreto che abroga la prima rata dell’Imu per tutti compie il primo passo in Parlamento, con l’approvazione da parte delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera. La parola passa ora all’aula, che inizierà l’esame domani pomeriggio, e dove riprenderà lo scontro sull’esenzione o meno dei ceti abbienti con Scelta civica che riproporrà di far pagare l’imposta alle fasce sociali alte.

Ma lo scontro dai toni più forti, registrato oggi, ha visto protagonisti di nuovo Pd e Pdl, che hanno incrociato le lame sulla seconda rata, la cui abolizione è stata promessa ma ancora deve essere ”coperta”.

Scelta civica ha aperto il braccio di ferro nella seduta notturna delle commissioni tra martedì e mercoledì, con due emendamenti per i quali il governo aveva chiesto il ritiro, e che fanno pagare la rata di giugno ai ceti alti: il primo (di Enrico Zanetti e Andrea Romano) innalza la franchigia da 200 a 400 euro, prevedendo il pagamento della residua parte dell’Imu oltre questa soglia; il secondo (di Gianfranco Librandi) stabilisce che i redditi oltre i 55.000 euro paghino un decimo della rata di giugno. Dopo una riunione del Gruppo in mattinata è stato deciso di non cedere all’invito al ritiro e di andare avanti nella battaglia che potrebbe tentare anche i gruppi di opposizione (Sel, M5s) e una parte del Pd. Scelta civica, da sempre contraria all’eliminazione dell’Imu per tutti, è disposta a rinunciare ai due emendamenti se il governo si impegna a non ”coprire” l’eliminazione della rata di dicembre, con l’aumento di altre tasse.

Ma il sottosegretario Pier Paolo Baretta ha solo detto che della seconda rata si discuterà a novembre. Anche il viceministro Stefano Fassina ha confermato che ”nelle attuali condizioni di finanza pubblica l’abolizione della seconda rata dell’Imu vuol dire aumentare altre imposte”. La posizione di Fassina è in singolare sintonia con quella del Fondo monetario internazionale, che anche oggi è tornato a ricordare che la tassa sulla prima casa è necessaria. Sulla futura ”service tax” il sottosegretario Baretta ha detto che la tassa che sostituirà dal 2014 Imu e Tares sarà pagata anche dagli inquilini per la parte che riguarda i servizi.