Le famiglie dei marò: il 23 novembre marcia di solidarietà a Roma

«Una marcia di solidarietà per richiamare l’attenzione sulla triste vicenda che vede da oltre 20 mesi ingiustamente trattenuti in India» i fucilieri pugliesi del Battaglione San Marco, il tarantino Massimiliano Latorre e il barese Salvatore Girone, è stata organizzata dalle loro famiglie per sabato 23 novembre a Roma. Lo annuncia un post sulla pagina Facebook della moglie di Girone, Vania Ardito, firmato dalle famiglie dei due fucilieri trattenuti in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori scambiandoli per pirati. Una vicenda estremamente oscura dove nessuno dei punti in questione è stato chiarito, a cominciare dalla posizione della nave “Enrica Lexie”. Le famiglie spiegano di «contare sulla massiva presenza» dei sostenitori dei maró, aggiungendo di essere «forti del fatto che sempre abbiamo avuto dimostrazione di profonda solidarietà, affetto e calore da parte di ognuno di voi». «Tutti – ribadiscono i parenti di Latorre e Girone – sono invitati a partecipare in modo che la voce sia altisonante e possa dimostrare quanto alto sia l’interesse e l’amore degli italiani tutti nei confronti di questa enorme ingiustizia e quanto ne auspichino una pronta risoluzione che veda finalmente il riconoscimento di diritti finora non considerati. Il corteo – dichiarano – si riunirà e partirà alle ore 15 da Piazza Bocca della Verità a Roma, e si snoderà per le vie del centro. Non appena confermato renderemo noto il percorso nei dettagli». «Si evidenzia – precisano infine le famiglie dei maró nel post – che lo stesso avrà connotazioni assolutamente pacifiche, apolitiche ed apartitiche. Ringraziamo in anticipo quanti interverranno e saranno con noi». Non appemna appresa la notizia, Gianni Alemanno sulla sua pagina facebook ha scritto che «noi non vogliamo che si spengano i riflettori sull’assurda vicenda dei nostri due marò ancora detenuti in India: il loro posto è qui in Italia. Per questo sosteniamo con forza l’iniziativa di una marcia di solidarietà lanciata dalle famiglie di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Vogliamo che i nostri soldati sentano l’affetto e la vicinanza del proprio Paese, che non li ha dimenticati né lasciati soli».