Lampedusa, polemica sui soccorsi: «Mentre noi pescatori prendevamo a bordo i naufraghi, altri perdevano tempo a fare filmati…»

Ancore ferme le ricerche dei cadaveri dopo il naufragio avvenuto giovedì davanti a Lampedusa: il forte vento di scirocco e il mare forza 4 hanno impedito ai sub di immergersi nel punto in cui è affondato il peschereccio. Le ricerche sono andate avanti solo con gli aerei e gli elicotteri della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, che si sono alternati in volo per controllare lo specchio di mare attorno al punto in cui è avvenuto il naufragio. Secondo il racconto dei sopravvissuti, in mare potrebbero esserci ancora duecento cadaveri. Si è appreso intanto che la Procura di Agrigento non ha aperto alcuna inchiesta sui soccorsi prestati in mare ai migranti. Una denuncia, secondo quanto riferito dal quotidiano “La Sicilia”, sarà presentata invece alla Procura militare di Napoli da un generale dell’Aeronautica militare in congedo, Vittorio Scarpa, per fare chiarezza su chi e perché non avrebbe avvertito la Guardia di Finanza del naufragio. Secondo la ricostruzione del giornale, infatti, due motovedette delle Fiamme Gialle sarebbero rimaste attraccate al molo Favaloro. E, sempre in tema di soccorsi, dal porto di Lampedusa è partito il corteo di barche di pescatori che sono andati a posare una corona di fiori a largo della costa per rendere omaggio ai migranti del tragico naufragio. «I pescatori salvano vite – ha detto Totò Martello, presidente del Consorzio dei pescatori – rispediamo al mittente le accuse di non aver soccorso gente che stava morendo in mare». «Noi eravamo in otto sulla mia barca – ha raccontato Vito Fiorino, proprietario dell’imbarcazione “Gamar”, che alle 6.30 di giovedì è giunto per primo sul luogo del naufragio lanciando l’Sos alla Guardia costiera e ai pescherecci della zona – e ci siamo sbracciati per cercare di salvare quante più persone potevamo. Ne abbiamo portate in salvo 47. Ho visto su tutti i siti di Internet il video di uomini della Capitaneria di Porto che riprendeva un salvataggio. Mi chiedo perché facevano riprese invece di salvare la gente? Se la prendevano alla leggera – ha aggiunto – non è così che si agisce mentre la gente bolle in mare. Hanno rifiutato di prendere a bordo qualche persona che avevamo già salvato perché il protocollo, hanno detto, lo vietava. Quando siamo tornati al porto carichi di naufraghi abbiamo visto la vedetta della Finanza che usciva come se stesse andando a passeggiare. In casi del genere non si va con questi natanti enormi, si va con barche piccole e veloci per pensare di salvare le persone. Il sindaco – ha concluso – ha infangato i pescatori. Come fa a dire che un pescatore vede il fuoco in mare e non si dirige subito in quella zona? Dicono che i pescherecci hanno tirato dritto. Ma la Capitaneria ha chiaro il quadro della situazione, sa chi era e chi non era in zona e che tragitto ha compiuto; io non voglio lodi ma neanche essere infangato».