La “manovrina”: i tagli sulle pensioni d’oro la medaglia, i tagli alla Sanità il rovescio della medaglia

Contributo di solidarietà per le pensioni oltre i centomila euro «con la finalità di concorrere al mantenimento dell’equilibrio del sistema pensionistico». Lo prevede la bozza della legge di stabilità. Il contributo sarebbe del 5% per la parte eccedente i centomila euro fino 150mila, del 10% oltre i 150mila e del 15% oltre i duecentomila. Con la bozza arrivano subito anche le polemiche per la mannaia che si abbatte sulla sanità. Valgono un totale di 4,15o miliardi i tagli previsti, in particolare: 2,650 miliardi sul finanziamento alla spesa sanitaria, 660 miliardi come tetto ai farmaci; 840 miliardi sulla spesa ospedaliera. Il risparmio annuale è di un miliardo nel 2014, 1,540 miliardi nel 2015, 1,610 nel 2016. Dura la reazione del ministro Beatrice Lorenzin: «Le voci sui tagli alla sanità sono assolutamente non percorribili. L’ho detto anche in un incontro domenica con il ministro Saccomanni. Il sistema non può reggere tagli di questo tipo. Quello che invece si può fare è una riprogrammazione della spesa sanitaria sui prossimi tre anni ed una “spending review” interna». Per quanto riguarda le altre misure la tassa sulle rendite finanziarie passerebbe dal 20% al 22%. È istituito in tutti i comuni un tributo sui servizi comunali, denominato Trise che si articola in due componenti: la prima, a copertura dei costi per la gestione dei rifiuti urbani (Tari); la seconda, a fronte della copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni (Tasi). L’aliquota di base della Tasi (cioè della tassa sui servizi indivisibili della casa) è fissata all’uno per mille. In arrivo anche 600 milioni di euro nel 2014 per la cig in deroga. L’autorizzazione di spesa, si legge nella bozza, «è incrementata, per l’anno 2014, di 600 milioni di euro per essere destinata al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga». Mentre la detrazione base riconosciuta ai lavoratori dipendenti potrebbe salire da un valore di 1.338 a 1.450 euro. Il meccanismo, che prevede una riduzione dello sconto in proporzione al reddito, si annulla attorno ai 55mila euro. Rimane immutato lo sconto per chi non supera gli ottomila euro. Altri 250 milioni di euro per il 2014 per la social card i cui benefici saranno estesi anche ai cittadini stranieri che hanno il permesso di soggiorno. La carta acquisti non sarà più limitata ai cittadini italiani ma anche «ai comunitari non aventi la cittadinanza di uno stato membro che siano titolari di diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente o ai cittadini stranieri in possesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo». Ma nel tardo pomeriggio arriva una nota del ministero dell’Economia che smentisce i contenuti della bozza «in circolazione presso gli organi di informazione». Si tratta di «resoconti preventivi che non corrispondono al disegno di legge di stabilità che verrà discusso dal Consiglio dei ministri».