La giunta ha deciso: voto palese sulla decadenza di Berlusconi. Il Pdl: inaccettabile

La giunta per il regolamento del Senato ha stabilito che si voterà a scrutinio palese sulla decadenza di Silvio Berlusconi perché non sarebbe un voto sulla persona, ma sull’integrità del Plenum del Senato. La decisione è passata con 7 voti a favore e 6 contrari. Il deputato Karl Zeller (Svp) ha votato a favore del voto segreto. Linda Lanzillotta di Scelta civica si è espressa invece per il voto palese. Berlusconi, raggiunto dalla notizia, ha annullato un pranzo in programma con i ministri Pdl. A Palazzo Grazioli lo hanno raggiunto Sandro Bondi e Denis Verdini. Le reazioni degli azzurri non si sono fatte attendere. Per i senatori Minzolini e Elisabetta Casellati sarebbe ora un atto di masochismo restare al governo, mentre Mariastella Gelmini scrive su twitter: “Come volevasi dimostrare… Voto palese! Quando si tratta di Berlusconi il diritto diventa rovescio”. Ancora più in là si spinge Manuela Repetti: è una manovra delle “più alte istituzioni”, accusa. E Schifani profetizza: questo voto non sarà senza conseguenze.

Renato Brunetta, sempre su twitter, è lapidario: “Dalla Giunta una decisione assurda e senza precedenti contro Berlusconi. Una decisione contra personam e senza alcun senso. Inaccettabile”. Una scelta “inaudita” per Mara Carfagna. Annamaria Bernini tira le somme: il sostegno al governo a questo punto è “impensabile”. Il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda, vedendo la tempesta sollevarsi, mette le mani avanti: “La crisi di governo? Sarebbe un errore, ma non la temiamo”.