La Bretagna indossa i berretti rossi contro l’ecotassa. Hollande come Luigi XIV?

Hollande come il Re Sole?  In queste ore la Bretagna è in rivolta contro Parigi  per l’entrata in vigore dell’Ecotaxe, il pedaggio che il governo centrale francese ha imposto a tutti i mezzi che trasportano merci pesanti (e inquinanti) circolanti sulla rete stradale nazionale e locale. Dal primo gennaio 2014 tutta la filiera produttiva bretone verrà  gravata del nuovo  balzello e gli allevatori bretoni, già inginocchiati dalla crisi, rispolverano dai manuali di storia i berretti rossi indossati nel 1675 contro Luigi XIV che chiedeva soldi per finanziare la guerra contro l’Olanda.

Infilati i bonnets rouges, gli allevatori inferociti, dopo aver distrutto i varchi del sistema di rilevamento satellitare francese (appaltato ad Autostrade per l’Italia), da giorni bloccano le strade e lanciano uova ai poliziotti in vista del grande raduno del 2 novembre che si preannuncia molto caldo. La rabbia è alle stelle: in Bretagna, dove non ci sono autostrade, l’ecotassa verrà applicata su tutti i mezzi con il risultato che dopo il primo gennaio la merce sarà più tassata rispetto a quella proveniente dall’estero e il settore agricolo rischia di essere messo in ginocchio.  A Morlaix, qualche notte fa, 14 trattori hanno scaricato ortaggi marci e letame davanti al Centro di riscossione delle imposte e hanno scritto con delle cassette di legno,  poi bruciate, “Qui riposa l’eco-tassa”.

All’epoca di Luigi XIV  la rivolta “du papier timbré” fu sedata nel sangue, tremila morti e mezza Rennes data alle fiamme, oggi il premier socialista non manderà certo l’esercito contro i rivoltosi, ma  sarà costretto a fronteggiare un’altra tegola e non basterà per difendersi dire di aver ereditato il sistema di pedaggi dal governo Sarkozy né additare come alibi per non ritirare il balzello la penale stellare che andrebbe pagata alla società Ecomouv (in caso di rottura del contratto – ha detto ieri il ministro dell’agricoltura Stephane Le Foll –  si prevede il pagamento immediato di 800 milioni di euro e un miliardo nell’arco di un anno»). In tempi di crisi nera la sensibilità ambientale deve fare i conti con il portafoglio e mentre la disoccupazione galoppa l’Eliseo è stretto in un cul de sac: da un lato contenere il deficit di bilancio e l’aumento inarrestabile del debito pubblico, dall’altro contenere la rabbia della popolazione bretone che che si nutre della storica rivalità tra la provincia e Parigi e della mai sopita febbre di autonomia rafforzata dalla delusione di una Regione che alle ultime politiche si è affidata al presidente Holande e al Partito socialista. Nessun rischio separatismo, per ora, anche se la maggioranza assoluta dei giovani bretoni (53%) si dice favorevole all’autogoverno, secondo un sondaggio divulgato pochi giorni or sono. All’epoca di Luigi XIV la rivolta della carta bollata fu considerata da alcuni storici come il primo seme della Rivoluzione francese.