La Biancofiore punita da Letta. È l’unica a perdere la poltrona. Ora aspetta una parola da Alfano

È rimasta l’unica con il cerino in mano. Michaela Biancofiore, berlusconiana di ferro, ha avuto “l’onore”, unica della squadra di governo, di vedersi accettare le dimissioni da sottosegretario alla pubblica amministrazione. L’annuncio viene da Letta che, intervistato da Maria Latella, spiega che «dopo che i ministri le avevano ritirate lei le ha mantenute. Quindi le ho accettate per far capire che sono cambiate le cose». La pasionaria non ci sta e si infuria. Che cos’è una punizione? Un’epurazione? «Sono furibonda, ma voglio verificare la notizia prima di commentare, a me nessuno ha comunicato alcunché, sarebbe un incredibile autogol di Letta. Rifiuta le dimissioni di tutti i ministri e non le mie? Certo, questi non brillano per cortesia ed educazione». Il punto è che i cinque ministri pidiellini non hanno ritirato le dimissioni ma sono state respinte dal premier alla vigilia della fiducia, perché non avrebbe potuto presentarsi in Senato con un esecutivo zoppo. La Biancafiore, che ha annunciato una conferenza stampa per domani, dice di aspettarsi un  intervento di Alfano, vicepremier e segretario del suo partito «affinché renda noto se trattasi di una epurazione frutto di una precisa scelta politica, di mobbing che nulla ha a che vedere con tutta evidenza con l’unità del partito da più parti evocata». Insomma nella crisi più bizzarra della storia la parlamentare altoatesina è l’unica a rimetterci la poltrona. Per ora solo Fabrizio Cicchitto esprime la sua solidarietà. L’amazzone  per eccellenza era stata la prima a paventare l’ipotesi dimissioni ad agosto, dopo la conferma della condanna per i diritti tv di Berlusconi, e aveva rimesso il suo mandato nelle mani del Cavaliere.