Inchiesta bus, indagato Alemanno. L’ex sindaco: atto dovuto, è la coda di una vecchia inchiesta

L’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è indagato dalla procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta mazzetta versata da Menarini Bus per la fornitura di 45 bus alla società Roma Metropolitane. Finanziamento illecito il reato ipotizzato dal pm Paolo Ielo.

I nomi di Alemanno e di Guarguaglini compaiono nella proroga alle indagini concessa dal gip Stefano Aprile e relativa ad una somma di circa 600 mila euro pagata da Menarini per la commessa di 45 bus. Quindici, complessivamente, gli indagati: tra questi Riccardo Mancini, ex ad dell’Ente Eur, e Pietro Di Paolantonio, ex assessore regionale del Lazio al tempo della Giunta Polverini. A seconda delle posizioni vengono contestati anche il reato di corruzione e reati fiscali. Gli altri indagati sono l’imprenditore Edoardo D’Incà Levis, Roberto Ceraudo, ex ad di Menarini bus, Marco Iannilli, commercialista, nonchè i manager e dirigenti di azienda Fabrizio Testa, Giuseppe Mongello, Patrizio Monaco, Giuseppe Comes, Girolamo De Sanctis, Maurizio Canto ed Emanuele Pavia. Nei mesi scorsi gli accertamenti culminarono nell’emissione di ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Mancini e Ceraudo.

“Per quello che mi risulta – dichiara Alemanno in una nota – si tratta della coda di una vecchia inchiesta. Un atto dovuto per i necessari approfondimenti da parte degli inquirenti. Sono sereno e ho fiducia nel lavoro della magistratura”.